Scuola, la rivoluzione di Valditara: latino già alle medie, più storia e musica

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Stop alla geostoria e latino sin dalla media. Più musica, letteratura, epica e grammatica alla primaria. Le nuove indicazioni per la scuola sono state presentate ieri, in Consiglio dei Ministri, sotto forma di decreto e anticipate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in un’intervista a Il Giornale. «Abbiamo disegnato il cammino di bambini e adolescenti dai 3 ai 14 anni, insomma il percorso dall’infanzia alle medie. Ma stiamo lavorando anche per le superiori. E introduciamo molte innovazioni. Cominciando dall’italiano. Ma non solo: verrà reintrodotta la possibilità di inserire il latino nel curricolo a partire dalla seconda media, verrà abolita la geostoria nelle superiori e ridata centralità alla narrazione di quel che è accaduto nella nostra penisola dai tempi antichi fino a oggi». Studiare latino non sarà obbligatorio, la scelta è affidata alle famiglie in prima media, mentre in seconda e terza diventerà curriculare (almeno un’ora a settimana). Già nel secondo dopoguerra il latino era materia di studio obbligatoria alle medie poi abolita nel 1978.

“Più musica e storia d’Italia”

Le linee guida del primo ciclo di istruzione sono state messe a punto con l’obiettivo di «prendere il meglio della tradizione per una scuola capace di costruire il futuro». «Fra le tante novità – dice ancora Valditara-, sin dalla prima elementare avvicineremo i bambini alla musica, alla sua comprensione, alla civiltà musicale». Il ministro aggiunge: «La storia diventa la scienza degli uomini nel tempo. L’idea è di sviluppare questa disciplina come una grande narrazione, senza caricarla di sovrastrutture ideologiche, privilegiando inoltre la storia d’Italia, dell’Europa, dell’Occidente. Di più, nella scuola primaria l’insegnamento verterà anche sullo studio del nostro patrimonio storico. Negli ultimi due anni, in particolare l’attenzione si concentrerà sui popoli italici, le origini e le vicende dell’antica Grecia e di Roma, le loro civiltà, i primi secoli del Cristianesimo». E all’Infanzia, l’idea del ministro è di «riprendere questa grande scuola della memoria, con testi più semplici all’inizio, anche filastrocche, scioglilingua e altro».

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