Con l’approvazione della manovra cambiano le detrazioni per le famiglie. Ad essere applicata sarà la logica del quoziente familiare. Come ha spiegato in conferenza stampa il viceministro Maurizio Leo, “moduliamo la detrazione sui figli e le fasce di reddito, sono due fattori che teniamo insieme con maggiori detrazioni nei limiti ora previsti”.
Due gli elementi che saranno presi in considerazione. Il numero di figli e la fascia di reddito, in quanto più aumentano i figli, più il reddito si riduce. In questo modo, secondo le intenzioni del governo, saranno aiutate le famiglie più povere. Con reddito fino a 50mila euro il tetto sarà più elevato, da 50 a 100 mila euro sarà più basso, oltre ancora meno. Su quello si applicherà la detrazione di riferimento, ovvero per esempio sulle spese mediche il 19%, sulle ristrutturazioni il 50%. In sintesi ci sarà, ha ribadito il viceministro, “un tetto rispetto al numero di figli e modulato rispetto alle fasce di reddito e poi si applica l’aliquota”.
Il governo ha annunciato inoltre che restano le detrazioni per un massimo di 950 euro per i figli a carico da 21 a 30 anni e sopra i 30 anni con disabilità accertata. Per i lavoratori dipendenti che hanno figli, la quota di fringe benefit, cioè dei compensi non in forma monetaria, quali beni e servizi, è elevata a 2mila euro. Importi maggiorati anche per i nuovi assunti che si trasferiscono oltre 100 chilometri. Per il triennio 2025-2027, scende dal 10 al 5% la tassazione agevolata dei premi di produttività erogati dalle aziende ai lavoratori.
er le famiglie che nel 2025 ristruttureranno e efficienteranno la propria abitazione potranno continuare a beneficiare di una detrazione del 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, il cosiddetto bonus mobili, oltre alla detrazione unica del 50% per la prima casa e del 36% per le seconde case.























