Attentato all’ex Presidente degli Stati Uniti durante un comizio a Butler, in Pennsylvania. Lo conferma l’Fbi dopo le prime ricostruzioni. Donald Trump è stato ferito all’orecchio destro. Il tycoon, candidato repubblicano alle prossime Presidenziali, stava affrontando l’ultimo palco prima dell’apertura della convention repubblicana. Nella sparatoria sarebbe morta una persona e due sono rimaste ferite. Sono tutti adulti e maschi. Ucciso il presunto attentatore. Secondo il Washington Post si tratterebbe di un “20enne”, appostato sul tetto di un piccolo edificio a circa 400 metri a nord del palco da cui stava parlando Trump. Il ragazzo – più che un tiratore sembrerebbe privo di addestramento militare – è stato neutralizzato dai Rangers. Non aveva documenti con sé, pertanto ancora non è nota la sua identità. La posizione del corpo, però, corrisponderebbe alla provenienza dei colpi. Secondo la polizia, non è “scontato” si sia trattato di un “lupo solitario”.
L’ex Presidente sta bene. “Il presidente Trump ringrazia le forze dell’ordine e i primi soccorritori per la rapida azione durante questo atto atroce”, ha detto in una nota il portavoce Steven Cheung. “Sta bene, è in fase di controllo”.
L’Fbi non era a conoscenza di minacce alla vita di Donald Trump. Tra l’altro la scorta era stata recentemente rafforzata proprio in vista della campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca. Lo ha detto l’agente speciale dell’Fbi, Kevin Rojek, a capo dell’indagine, nella conferenza stampa che si è tenuta subito dopo l’attentato. Conferenza in cui non era presente alcun esponente del Secret Service. Sono stati proprio i servizi segreti a comunicare: “L’ex presidente è al sicuro”, gli stessi a difenderlo con il proprio corpo subito dopo gli spari. Trump stava parlando di immigrazione quando i colpi hanno iniziato a risuonare tra la folla. Poi la mano destra verso il collo e il sangue, visibile sul volto. Il tycoon si è subito abbassato riparandosi sotto il microfono mentre la sua scorta si è precipitata sul palco e la folla ha iniziato a urlare.


























