Spalletti in Nazionale. E ora cosa accade con la clausola?

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Il contratto tra Spalletti e Napoli resta segreto e le parti non hanno fornito fino a questo momento dettagli utili a comprendere come realmente siano stati formulati gli accordi. Si tratta di un documento di sette pagine, condiviso e firmato da Spalletti, dal Napoli e dai legali di ambedue le parti. Il club azzurro ha rinunciato a chiedere un risarcimento danni al tecnico per la rescissione anticipata del proprio contratto e l’allenatore, dal canto suo, si è impegnato a non svolgere alcuna attività tecnica nel corso della stagione 2023-2024.

Cos’è la clausola di non concorrenza

Le carte sottoscritte conterrebbero un patto di non concorrenza che il calcio Napoli sostiene riguardi sia club che le Federazioni. Per l’avvocato del Napoli Grassani non esiste dunque nessuna clausola anti-concorrenziale o valida solo per i club, non c’è differenza tra club o Nazionale. Mentre il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale intende limitato solo ai primi. L’interrogativo resta aperto, bisogna leggere le carte, nell’accordo tra De Laurentiis e Spalletti non sarebbe specificata la distinzione tra club e nazionale. Materia di approfondimento per i legali di via Allegri e del tecnico di Certaldo.

La Figc può pagare la clausola?

Di sicuro è da escludere un intervento della Figc. Motivi di opportunità, di buon gusto e di rapporti con le società di Serie A, che hanno espresso subito un parere contrario: una federazione in quanto soggetto pubblico non paga un club per liberare il tecnico. Un’azione del genere creerebbe ovviamente un precedente assai delicato. Motivo per cui al momento la Figc è fuori dai giochi perché formalmente estranea alla vicenda. Nel caso in cui il Napoli decidesse di far valere le sue ragioni giudizialmente, come sembra profilarsi la Federcalcio affiancherà Spalletti coi propri legali.

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