Ieri, agli esami di Stato di terza media. ho assistito alla prova orale di un ragazzo con lo spettro autistico che mi ha emozionato all’inverosimile. Mai come ieri mi sono sentito felicemente un piccolo moscerino al cospetto di un gigante che era di fronte a me che esponeva con chiarezza di sintesi gli argomenti della tesina, saltando organicamente da una disciplina all’altra con padronanza e capacità organizzativa. Non avevo al mio cospetto un ragazzo di 13 anni affetto da spettro autistico ma un “Professore Universitario” che con una dialettica semplice ma ben strutturata impartiva a noi “insegnanti” l’arte della decodificazione e dell’apprendere delle discipline. In quel momento così esaltante ed emozionante un velo di tristezza avvolgeva la mia anima al sol pensiero che quell alunno al compimento del 18 anno potesse diventare invisibile per lo Stato e le sue istituzioni. All’alunno R un grazie dal profondo del cuore per aver saputo pizzicare le corde del mio cuore con maestria nell’esposizione del suo elaborato orale. Questa testimonianza mette in risalto che spesso quando si parla di “diversità ” parliamo della diversità del bello che arricchisce e rende l’uomo consapevole delle proprie capacità di condividere, includere e confrontarsi con tutti i suoi pari senza esclusione di nessuno, affinché nessuno resti indietro.
Michele Izzo, vicepreside Socrate-Mallardo.

























