Ai nastri di partenza c’è il peggio, o quasi, di ciò che poteva capitare ai maranesi. La colpa, però, non è dei candidati che comunque ci mettono la faccia. La colpa è di una comunità che esprime poco e quel poco che esprime, in positivo, non può (per tante ragioni) scendere in campo o accettare compromessi.
Nell’ordine avremo Luigi Baiano, il 40 enne infermiere con zero esperienze nella pubblica amministrazione; Barbara Schiattarella, semisconosciuto avvocato, noto solo per le questioni attinenti al Giudice di pace di Marano, per la cui salvezza saranno ancora una volta i cittadini a rimetterci in termini di soldi; Michele Izzo, vicepreside della Socrate-Mallardo, in passato consigliere, forse troppo anziano e poco forte sotto il profilo caratteriale per reggere una sfida di questa portata; Matteo Morra, sì esperto, ma poco empatico, circondato da qualche ex bertiniano e qualche imprenditore non proprio simpaticissimo; Stefania Fanelli, brava attivista, per carità, ma già da 20 anni in giro, sostenitrice della giunta Perrotta e poi candidata con Bertini; Mauro Di Mauro, figlio dell’estrema sinistra bertiniana, amante di tasse e debito pubblico a iosa; Danilo Di Guida, 30enne pentastellato, poco radicato sul territorio e quasi a digiuno della storia comunale.
A questi si potrebbero aggiungere altri in extremis. E’, comunque la si veda, la corsa più folle del mondo e chi vincerà ne avrà di rogne da sistemare.

























