“Respingo le accuse, senza prove, a me attribuite dall’attuale capo di Stato del Brasile. Durante tutto il mio mandato, ho sempre rispettato la Costituzione, rispettando e difendendo le leggi, la democrazia, la trasparenza e la nostra sacra libertà”. Così l’ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha replicato su Twitter alle accuse dell’attuale capo dello Stato Luiz Inacio Lula da Silva dopo subito gli attacchi dei suoi sostenitori alle sedi di alcune istituzioni a Brasilia.
L’esercito protegge la base dei bolsonaristi e blocca polizia
L’esercito brasiliano impedisce stanotte alla polizia l’ingresso a Brasilia nell’area dove sono accampati molti seguaci dell’ex presidente Jair Bolsonaro che ieri hanno assaltato e devastato il Parlamento, la sede del Governo e la Corte suprema di giustizia. Secondo la pagina online del quotidiano Folha de S. Paulo, i militari hanno sbarrato la strada agli agenti che volevano entrare nella zona dove sono accampati gli autori dell’attacco con carri armati. Diversi veicoli della polizia, aggiunge il giornale, erano giunti all’ingresso della zona che si trova davanti al quartier generale dell’esercito, ma sono stati fermati. Di fronte a questa situazione, le autorità locali hanno organizzato una riunione con responsabili militari, a cui partecipa anche Ricardo Capelli, designato dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva come responsabile dell’intervento del governo federale nel distretto di Brasilia.
Il capo della Corte Suprema rimuove governatore Brasilia
Il presidente della Corte suprema federale, ha deciso la rimozione del governatore del distretto federale di Brasialia, Ibaneis Rocha. Lo riporta O Globo. Una misura presa dopo gli atti vandalici commessi dai sostenitori di Jair Bolsonaro. Ieri Ibaneis aveva rilasciato un video in cui si scusava con Lula per gli eventi. Il presidente brasialiano lo aveva accusato di non aver preso le misure necessarie per impedire l’invasione e il saccheggio delle istituzioni democratiche. Sempre ieri lo stesso Rocha aveva annunciato la destituzione del suo segretario alla Sicurezza, Anderson Torres.


























