Marano, inferno acqua. Parla l’ingegnere Manzi (Regione): “Abbiamo speso 136 mila per euro per gli impianti. Ora tocca al Comune, per rifare tutto occorrono 10 milioni di euro”

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“Non ci siamo tirati indietro, ci siamo mossi tempestivamente, considerando la gravità dell’emergenza e in ragione del principio di sussidiarietà, affidando lavori di somma urgenza alla Rdr, azienda già contrattualizzata dalla Regione. Come struttura regionale abbiamo già impegnato e speso 136 mila per gli impianti idrici di Marano”. Rosario Manzi, dirigente del Ciclo integrato delle acque della Regione Campania, è l’ingegnere che da qualche settimana si sta occupando del “caso Marano”. La città è da mesi costretta a fare i conti con le falle alle condotte idriche e ai quattro impianti che servono il territorio.

Ingegnere, quali sono le cause che hanno generato questo disastro?

“Da quel che abbiamo capito si tratta di problematiche antiche, derivanti dall’usura delle pompe di sollevamento idrico. C’è anche un problema di manutenzione ordinaria degli impianti, che non sarebbe più svolta o quanto meno eseguita con la stessa frequenza e precisione del passato. Il Comune di Marano, già nel 2013, aveva predisposto un progetto per il rifacimento totale delle strutture. Un progetto da finanziare, per un importo di 6 milioni di euro, mai presentato in Regione”.

Qual è lo stato attuale dell’arte?

“Abbiamo effettuato un intervento nell’impianto denominato C2, sostituendo i quadri elettrici non funzionanti e riparando alcune pompe. Non si tratta di interventi risolutivi, ma comunque importanti per superare gli intoppi sorti in questo periodo di particolare emergenza. Successivamente ci siamo interfacciati con il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Marano, che ci aveva riferito che i problemi erano stati risolti al 98 per cento. Dopo questo incontro, però, un altro impianto idrico del territorio si è fermato e ciò ha causato nuovi disagi a tanti nuclei familiari”.

Vi farete carico anche di questa nuova problematica?

“Come struttura regionale abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte: ci siamo mossi tempestivamente, anche sulla scorta del forte interessamento del vicepresidente Fulvio Buonavitacola, dispiegando autobotti sul territorio ed eseguendo lavori a nostre spese. Si tratta però di lavori eseguiti con lo strumento delle somme urgenza. Non possiamo abusarne. Gli impianti, tra l’altro, sono di proprietà del Comune di Marano. L’amministrazione di quell’ente può aggiornare i vecchi progetti, rimodulando il quadro economico, e presentarli in Regione. Credo vi siano fondi a disposizione, di cui Marano non ha mai usufruito, che forse potrebbero essere dirottati su questa specifica tematica”.

I tempi per la risoluzione definitiva del problema non si prospettano brevi. Nel frattempo cosa accadrà?

“Quelli eseguiti, ripeto, sono interventi tampone, importanti, ma non risolutivi. Per sistemare tutto, con un rifacimento totale degli impianti, occorrerebbero all’incirca 10 milioni di euro. Il Comune di Marano deve fare le sue valutazioni e scelte. Noi, per quanto possibile, cercheremo di sostenere il municipio di quella città e la popolazione, ma non possiamo entrare nelle dinamiche di bilancio di un ente autonomo e di scelte amministrative che sono di esclusiva competenza dei commissari”.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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