Un anno fa lo scioglimento del Comune di Marano. Un fiasco totale. L’ente ha rinunciato anche ai fondi Pics

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Un anno fa veniva sciolto (con un atto sollecitato da tanti, noi in primis) il Comune di Marano: quarto scioglimento per mafia. La giunta Visconti aveva operato male su tanti fronti ed era stata – come poi rilevato dagli ispettori della prefettura – omissiva in alcune vicende, di cui a suo tempo relazionammo con dovizia di particolari: Garden House, beni confiscati e altri abusi non rilevati.

Il primo anno di commissariamento purtroppo, a parte le operazioni tese a risanare il bilancio, si è rivelato un flop di dimensioni ciclopiche. Un fallimento totale, certificato anche dalla rinuncia alla stragrande maggioranza dei fondi Pics (11 milioni di euro). Ieri, da quanto si apprende, la cosa è stata ufficializzata anche in Regione. Non ci sono i tempi tecnici per rispettare il cronoprogramma della Regione. Le opere pubbliche dovevano partire per il 2023 ma allo stato non ci sono nemmeno le progettazioni. Perdiamo, dunque, un’altra possibilità per restaurare edifici comunali e altro. Il Comune pare intenzionato a presentare un solo progetto: quello per le energie rinnovabili. Tutto il resto non si farà. Di chi la colpa? In primis dell’assessore che a suo tempo scelse Visconti, che poco o nulla fece su tale versante. I commissari, in un anno, non sono riusciti a raddrizzare la barca e a individuare le figure tecniche necessarie per portare avanti questo importante lavoro.

Dieci anni fa il Comune ottenne altri fondi (Piu Europa), furono stilati i progetti, molti tecnici del territorio ottennero il dovuto, ma delle opere nemmeno l’ombra. Oggi, invece, nemmeno si parte con i progetti. Urge un cambio di rotta.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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