QUERELATO DA CASALEGGIO PADRE, FERRILLO VINCE IN APPELLO

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Successo in appello per Angelo Ferrillo, fondatore dell’associazione Terra dei fuochi, condannato in primo grado per diffamazione per alcune frasi pubblicate sui social che furono poi oggetto di una querela da parte del defunto Gianroberto Casaleggio, fondatore del Movimento 5 Stelle. La Corte d’appello ha annullato la sentenza di primo grado per l’assoluta tenuità del fatto. Ferrillo era difeso dall’avvocato Marco De Scisciolo. Al processo di primo grado testimoniarono anche i vertici del Movimento, tra cui Beppe Grillo. I fatti oggetto del processo risalgono al 2015, quando Ferrillo – candidato alle primarie per le regionali proprio per i pentastellati – entrò in polemica con i vertici. “Misi in discussione la candidatura di Valeria Ciarambino – spiega Ferrillo – così fu rispolverato un mio vecchio post, apparso su Facebook, con il quale esprimevo delle considerazioni, di carattere generale e senza indicare nomi, poco lusinghiere nei confronti di una persona. Fu questo il motivo per cui fui querelato ed espulso dal Movimento”.

Ferrillo dichiara, inoltre: <<Non avevo alcun dubbio sull’esito dell’appello. Innanzitutto mi complimento e ringrazio il mio avvocato Marco de Scisciolo per avermi seguito durante tutti questi anni. Con quella querela i vertici del M5s hanno voluto giustificare all’opinione pubblica la mia espulsione illegittima dalla loro lista politica, già votata e deliberata con i loro stessi sistemi. Ma con la decisione della Corte di Appello, si certifica la irrilevanza della condotta, dunque nei miei confronti c’è stato un uso politico della giustizia per far fuori un candidato sgradito. – Voglio ricordare –  prosegue Ferrillo: <<Dopo la mia espulsione la Ciarambino è stata eletta in consiglio regionale dove siede da 7 anni senza aver prodotto nulla di rilevante. Questa è la misera fine del M5S. Continua a perde in politica così come nelle aule di giustizia. Si chiude così una vergognosa parentesi della storia politica di questo Paese iniziata male e finita peggio.>>

Inoltre Ferrillo ricorda di aver già notificato a Beppe Grillo una lettera di citazione per rivalersi nei suoi confronti in quanto all’epoca dei fatti unico responsabile giuridico del Movimento nonché, come affermato da Grillo stesso in processo, formalmente responsabile per la sua espulsione. – Ferrillo continua: << Se Grillo non si assume la responsabilità delle sue azioni, rispondendo alle mie richieste di risarcimento, sono costretto a citarlo con rito civile per ristabilire i miei diritti politici e costituzionali violati durante quella competizione elettorale dalla quale fui illegittimamente espulso da una lista politica votata da decine di migliaia di attivisti certificati e registrati. Insomma il movimento che doveva garantire la democrazia dal basso, l’unica cosa che ha introdotto dal basso è stata la negazione dei più basiliari principi sanciti dalla nostra carta costituzionale, nonché dispotismo ed autoritarismo 2.0. Volevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, si sono chiusi nel palazzo e si son mangiati il tonno con tutta la scatoletta!>> Conclude sarcastico Ferrillo.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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