Processo Bertini-Simeoli-Cesaro, oggi la testimonianza di Biagio Iacolare. “Con Bertini fummo rivali politici, poi diventammo amici”

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Importante e attesa udienza a Napoli nord. Processo Bertini-Simeoli-Cesaro, oggi sul banco dei testimoni è salito Biagio Iacolare, in passato esponente di punta della politica maranese nonché ex vicepresidente del Consiglio regionale.

Il pm Di Mauro, e successivamente l’avvocato Vincenzo Maiello, legale dei fratelli Aniello e Raffaele Cesaro, hanno chiesto a Iacolare la natura dei suoi rapporti con l’ex sindaco Mauro Bertini, ai domiciliari da oltre un anno con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata in concorso, e con gli imprenditori edili Antonio e Angelo Simeoli, nonché i rapporti intercorsi (per la questione Pip Marano) con i due Cesaro.

Iacolare ha negato di aver avuto rapporti con i Cesaro, ma di averli incrociati qualche volta a Marano, in qualche occasione al Comune. L’avvocato Maiello ha ricordato un episodio citato dai Cesaro, che a più riprese hanno riferito di aver pagato tangenti a Iacolare e Bertini sull’affare Pip, ovvero se i due imprenditori di Sant’Antimo fossero mai andati a casa sua. “Li ho visti qualche volta andare dall’avvocato Scotto, non ricordo siano mai venuti a a casa, devo chiedere a mia moglie”. Il riferimento è al noto amministrativista che abita nello stesso parco di Iacolare. Sul punto Iacolare, incalzato da Maiello, è apparso un po’ in difficoltà.

“Attualmente mi occupo di attività inerenti la ristorazione – ha riferito in aula Iacolare, assistito nell’occasione dall’avvocato De Angelis – Nel 1993 ho svolto il ruolo di consigliere comunale, poi, intorno al 2000, sono stato eletto in Provincia. Poi sono stato eletto in Consiglio regionale”. Su domanda del pm Di Mauro, Iacolare ha ammesso di aver ricoperto il ruolo di presidente di una delle cooperative edilizie di Antonio Simeoli. “Ho lavorato con Simeoli per diversi anni, ma non ha mai saputo fosse legato ad ambienti criminali o che avesse problemi con la giustizia. Con Angelo Simeoli ero in rapporti cordiali. Il papà di mia mamma ha legami di sangue con i Simeoli, ma con Angelo Simeoli non ho mai avuto rapporti di natura lavorativa. Con Bertini sono stato prima in contrapposizione politica, poi siamo diventati amici. Lui era di estrema sinistra, io di centro. Non sono mai entrato nelle questioni gestionali, non mi sono mai interessato al Pip. Avevo un gruppo di persone, sia con la Margherita che con il Partito Popolare, che mi hanno sostenuto quando mi sono candidato alla Provincia”.

E ancora, su domanda del pm: “Conosco l’ingegnere Giovanni Micillo (ex capo ufficio tecnico Marano, ndr), è venuto in classe con me. Ricordo che ha lavorato per un periodo al Comune di Marano”.

L’ingegnere Gennaro Pitocchi, dirigente dell’ufficio tecnico di Marano, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere, essendo ancora indagato in un procedimento connesso. Sono stati ascoltati anche un collaboratore di giustizia di Qualiano, che ha riferito su Simeoli Angelo, e Antonio Conte, contabile della Comunità artigiana fondata da Bertini e poi fallita.

Bertini ha rilasciato, infine, una lunga dichiarazione spontanea, nella quale ha rispedito nuovamente al mittente gli addebiti formulati dalla Procura, con particolare riferimento alle vicende di Palazzo Merolla e Masseria del Galeota.

Segue seconda parte.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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