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Un anno scolastico segnato dal Covid, un virus subdolo che ha inciso non poco costringendo milioni di allievi e prof a fare lezione a distanza con tutte le difficoltà che quest’ultima ha comportato sul piano didattico e su quello psicologico.
Per superare lo stato di emergenza, si è ritenuto opportuno riaffermare fortemente il valore della scuola che non chiude le porte ai suoi studenti in estate o meglio non le tiene aperte solo per debiti ed esami di recupero: è una scuola che apre per vivere momenti di socialità e di cultura, momenti di inclusione dove ogni alunno possa sentirsi parte integrante di un gruppo, formarsi all’interno di esso, assimilare valori sani, contribuire alla formazione degli altri compagni attraverso l’esempio.
Tutto questo non avviene e non può avvenire tra i banchi di scuola e tantomeno a distanza attraverso uno schermo.
Il Piano Estate 2021 del Miur prevede di fare scuola attraverso visite didattiche all’aperto che permettano agli allievi di visitare luoghi di cultura e di storia accompagnati dai loro prof.
Un modo estivo di fare scuola, una modalità differente che crea un ponte con il nuovo anno scolastico che inizierà a settembre, un tragitto nel quale ogni allievo abbia la sensazione che la sua scuola non abbia chiuso le sue porte ma lo accoglie e lo porta in un viaggio attraverso la cultura dove lui stesso si senta libero di esprimere se stesso e arricchire con la sua esperienza gli altri, prof compresi.
Annamaria Schettino, docente dell’IS Falcone.
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