La storia del Bagno Elena a Posillipo, il lido più antico di Napoli

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Chi si trovava a passare per via Posillipo 14 durante le stagioni estive di fine ottocento, si sarebbe potuto imbattere in artisti internazionali del calibro di Oscar Wilde, Richard Wagner e Maksim Gor’kij intenti ad immergersi nelle acque del Mar Tirreno.

Solo alcuni anni dopo, durante il secondo dopoguerra, i nostrani Totò, Eduardo De Filippo, Domenico Rea godevano del sole partenopeo sulla medesima lingua di sabbia vulcanica attualmente conosciuto col nome di Bagno Elena ma al tempo chiamato “Bagni Marini”.

Numerosi sono i racconti e le personalità che si sono incrociate ed intrecciate in quasi 180 anni di vita di questo meraviglioso angolo di storia celato tra i palazzi Donn’Anna e Guercia a Posillipo; un’oasi marina sbocciata in pieno centro urbano tra i palazzi liberty e seicenteschi partenopei.

Si narra che la baia venisse utilizzata già nel ’700 dall’ammiraglio Nelson e la sua lady Hamilton come rifugio d’amore anche se il lido, primo stabilimento balneare di Napoli, nasce ufficialmente nel 1840.

Fu il principe Fabrizio Colonna a suggerire ai pescatori del Borgo Donn’Anna, al tempo poco frequentato e non utilizzato per la balneazione ma ritenuto solo un approdo per i pescherecci, di farne il primo stabilimento balneare della città imitando la contessa di Berry che in quegli anni nel mare francese sulla Manica aveva inventato i bagni di mare.

Il piccolo lido di palazzo Donn’Anna venne ricavato nell’angolo dell’insenatura, tra il Palazzo e la spiaggia. Fu costruito su di un sistema primitivo di palafitte praticabili, mentre baracche e capanne montate sulla spiaggia fungevano da spogliatoi.

Il Bagno Elena fu il primo lido per bagni elioterapici su palafitte, piattaforme formate da assi in legno costruite col fine di far respirare ai bagnanti che le occupavano l’aria salubre del mare nostrano.Vari furono gli appellativi attribuiti al ristretto lembo di spiaggia della baia: “Bagno Donn’Anna”, “‘A sciabica”, “Bagno del Borgo”, “Bagni Marini” ed infine nel 1899 viene battezzato appunto “Bagno Elena” in onore di Elena di Montenegro, molto amata dai napoletani, moglie di Vittorio Emanuele III, futuro re d’Italia ed allora principe di Napoli. Pare, infatti, che la futura regina amasse godersi la città facendo lunghe passeggiate che da piazza dei Martiri terminavano proprio in quella baia.

Nello stesso anno venne inaugurato anche il lido “Risorgimento” in via Caracciolo di proprietà della società “Gerardo Limoncelli & Company” che gestiva anche il Bagno Elena. Come evidenziano le cronache dell’epoca il tariffario era molto economico: con soli cinquanta centesimi si poteva assistere a degli spettacoli, usufruire di uno spogliatoio e di due lenzuola.

Due anni fa, nel giugno del 2014, una mostra di fotografie e cartoline intitolata “Cartoline dal Bagno Elena”, immagini dell’epoca messe a disposizione dalla famiglia Morra che da cinquant’anni gestisce lo stabilimento, ha mostrato al pubblico odierno la borghesia napoletana che maggiormente frequentava il lido, ritrovo mondano molto in voga in quegli anni a cavallo tra l’800 ed il ‘900 in cui si praticava quella “vita gaudente” di cui parlava tanto anche Matilde Serao: donne con pudichi costumi lunghi fin sul ginocchio, gentil uomini vestiti di tutto punto, marinai con la divisa del tempo ma anche popolani e i giovani e stravaganti pittori della Scuola di Posillipo che dipingevano en plein air. Una pittoresca varietà umana che solo in una città come Napoli poteva convivere e mescolarsi.

Attualmente la spiaggia è ancora frequentatissima da un’utenza molto variegata che comprende studenti, famiglie e uomini di affari che cercano un pomeriggio di relax dal lavoro ed è divisa in più zone: il pontile centrale su palafitte in legno adibito a solarium privè, la spiaggia grande e la spiaggia piccola a dimensione familiare adatta ai bambini. Inoltre ci sono due punti di ristoro: il Beach bar, tavola calda vicino la spiaggia ed il Deck bar, il ristorantino per i bagnanti sistemati sul pontile privè.

L’ingresso singolo alla spiaggia costa 12,00 euro ed è compreso di lettino o sdraio, l’ombrellone 7 euro. Il Bagno Elena negli ultimi anni ha organizzato anche ricevimenti privati, da semplici compleanni a matrimoni fino a grandi eventi come quelli di Calvin Klein e Swatch.

Si bada anche al comfort con l’attivazione del fog system che nelle mattinate più afose produce acqua nebulizzata inumidendo l’ambiente esterno del pontile e delle spiaggette. Ancora oggi permane quella dimensione di intimità e ricercatezza che pervadeva gli scatti ingialliti del secolo scorso, rinvigorendo, in particolare negli ultimi venti anni, quella naturale propensione al relax ed all’ospitalità di questa famosa baia incorniciata dalla collina di Posillipo, che come recita l’etimologia della parola di origine greca da “sollievo dal dolore”, non a caso.

Il Bagno Elena rimane, dunque, il “salotto del mare” nel centro di Napoli, un gioiello che spicca tra i palazzi monumentali a ricordare lo splendore della nostra costa che si confonde tra il caos urbano di una grande città come Napoli, perennemente immersa nel traffico e nella frenesia di tutti i giorni.

Fonti:
http://www.bagnoelena.it/la-storia/
http://www.lisolaweb.com/un-principe-a-cavallo-ideatore-del-bagno-elena/

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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