Processo Pip, conclusa la requisitoria del pm Di Mauro. Aniello Cesaro legge una memoria di 30 pagine

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Si è conclusa oggi la requisitoria del pm Maria di Mauro davanti al collegio del tribunale Napoli nord chiamato a pronunciarsi sull’inchiesta Pip. Una lunga esposizione, rinviata nelle scorse settimane per legittimi impedimenti di avvocati o imputati, culminata con la richiesta di condanna di tutti i rinviati a giudizio. Il pm, come anticipato nei giorni scorsi dal nostro giornale, ha chiesto 12 anni e 6 mesi per Aniello Cesaro, 8 anni per il fratello Raffaele, 12 anni e 6 mesi per Oliviero Giannella, 8 anni per Antonio Di Guida, 4 anni e 6 mesi per Salvatore Polverino e 3 anni e 6 mesi per Antonio Visconti.

Tutti rispondono del reato di concorso esterno in associazione mafiosa con la fazione criminale (Polverino) all’epoca egemone sul territorio di Marano e Quarto. Salvatore Polverino, figlio del boss Antonio, e Antonio Visconti, sono stati rinviati a giudizio per fittizia intestazione di beni. Il processo di primo grado, iniziato circa tre anni fa, volge ormai al termine. Dopo la requisitoria del pm Di Mauro, titolare dell’inchiesta assieme al collega Giuseppe Visone, toccherà agli avvocati degli imputati tentare di smontare il teorema accusatorio.

Oggi, nel corso dell’udienza, non sono mancate le polemiche e le stoccate tra le parti in causa. Il professor Vincenzo Maiello, uno degli avvocati dei Cesaro, ha sollevato alcune eccezioni formali, non accolte tuttavia dal collegio giudicante. Aniello Cesaro ha poi letto in aula una memoria di circa trenta pagine. Le prossime udienze saranno monopolizzate dalle arringhe difensive. La sentenza sarà pronunciata verosimilmente a settembre.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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