ARZANO, LO SCIOGLIMENTO PER CAMORRA E LE PANZANE DI UN GIORNALISTA CHE CONFONDE ATTI E PROCESSI

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IL COMUNE DI ARZANO, LO SCIOGLIMENTO PER CAMORRA E LE INCREDIBILI ELUCUBRAZIONI DI UN GIORNALISTA CHE TRAVISA I FATTI O TENDE A MISTIFICARLI. E’ ACCADUTO CHE LA CASSAZIONE SI SIA PRONUNCIATA, DI RECENTE, SULLA INCANDIDABILITA’ DELL’EX SINDACO ESPOSITO, LA CUI GIUNTA FU SCIOLTA PER ACCERTATI CONDIZIONAMENTI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA. LA CASSAZIONE NON HA MINIMAMENTE ANALIZZATO LE PROVE A SOSTEGNO DELLO SCIOGLIMENTO, MA OPERATO UNA MERA VALUTAZIONE IN ORDINE ALLA CANDIDABILITA’ DELL’EX SINDACO. TUTTO CIO’ E’ STATO, PERO’, TRAVISATO DA UN GIORNALISTA, CHE GIA’ IN PASSATO SI ERA DISTINTO PER AVER IN QUALCHE “DIFESO” UN ALTRO SINDACO, QUELLO DI SANT’ANTIMO, ANCH’EGLI DESTINATARIO DI UN DECRETO DI SCIOGLIMENTO PER MAFIA. ANCHE IN QUELL’OCCASIONE IL GIORNALISTA, CHE PROBABILMENTE NON CONOSCE LA DIFFERENZA TRA DECRETO DI SCIOGLIMENTO E CANDIDABILITA’ O INCANDIDABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI, AVEVA MISCHIATO PIU’ ARGOMENTI E GENERATO CONFUSIONE. I FATTI, INVECE, SONO CHIARI: L’EX SINDACO DI ARZANO E’ STATO MANDATO A CASA E CON LEI LA GIUNTA. IL TAR, NEL MERITO DEL RICORSO PROPROSTO, NON SI E’ ANCORA PRONUNCIATO. SULLA CANDIDABILITA’ DEGLI EX AMMINISTRATORI, INVECE, SI SONO PRONUNCIATI GIUDICI ORDINARI, DANDO RAGIONE AGLI EX AMMINISTRATORI MA SOLO PERCHE’ LE PROVE ERANO STATE PRODOTTE DAL MINISTERO DELL’INTERNO, OVVERO DA COLORO CHE AVREBBERO DOVUTO DIFENDERE L’OPERATO DEI COMMISSARI CHE FIRMARONO LA RELAZIONE PER LO SCIOGLIMENTO DELL’ENTE, OLTRE I TERMINI DI LEGGE IN PRIMO GRADO. LE PROVE, INSOMME, NON FURONO MAI ANALIZZATE.

LA VICENDA E’ RIASSUNTA CORRETTAMENTE DAL GIORNALISTA ARZANESE MIMMO RUBIO IN UN POST PUBBLICATO OGGI SU FACEBOOK.

“NON C’È NESSUNA SENTENZA – SCRIVE RUBIO – AD OGGI CHE RIBALTA IL DECRETO DI SCIOGLIMENTO PER CAMORRA DEL COMUNE DI ARZANO. C’È STATA SOLO UNA SENTENZA DI CASSAZIONE SULLA INCANDIDABILITÀ DELL’EX SINDACO CHE TRA L’ALTRO NON ENTRA NEL MERITO DELLE PROVE, COME DI NORMA, MA SI LIMITA SOLO ALLA VALUTAZIONE DI CORRETTEZZA PROCESSUALE.

Il RICORSO DEL MINISTERO SULLA INCANDIDABILITÀ ERA STATO GIÀ RESPINTO IN APPELLO PERCHÉ LE PROVE ERANO STATE PRODOTTE DAL MINISTERO DEGLI INTERNI E PREFETTURA OLTRE I TERMINI DI LEGGE E IN PRIMO GRADO NON SI ERA POTUTI ENTRARE NEL MERITO PER GLI OMISSIS DEGLI ATTI.

IN PRATICA LE PROVE DELLO STATO A SUPPORTO DEL DECRETO DI INCANDIDABILITÀ NON SONO STATE MAI ESAMINATE DAL TRIBUNALE. SARÀ INVECE IL TAR DEL LAZIO A PRONUNCIARSI SUL RICORSO FATTO DALL’EX AMMINISTRAZIONE CONTRO IL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ARZANO. È QUINDI GRAVISSIMO CONFONDERE INCANDIDABILITÀ CON DECRETO DI SCIOGLIMENTO DE COMUNE. FATE INFORMAZIONE CORRETTA E PRECISA PRIMA DI SPARARE COSE NON VERE. SARÀ’ INFATTI IL TAR DEL LAZIO CHE HA CENTINAIA DI PAGINE PRODOTTE DALLO STATO A SUPPORTO DEL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL COMUNE PER CAMORRA A VALUTARE NEL MERITO. ABBIATE ALMENO LA “SAGGEZZA” DI ASPETTARE LE UNICHE SENTENZE CHE RIBALTANO NEL MERITO UN DECRETO DI SCIOGLIMENTO PER INFILTRAZIONI E/O CONDIZIONAMENTI PER MAFIA”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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