La protesta di albergatori e ristoratori, autostrada bloccata: “Vogliamo lavorare”

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Un gruppo di ristoratori, baristi e fornitori ha bloccato un tratto dell’autostrada Napoli-Roma per manifestare contro le restrizioni del governo, creando disagi alla viabilità. I manifestanti hanno incrociato le braccia e bloccato la strada. “Vogliamo solo lavorare”, hanno detto a chi chiedeva cosa fosse successo. Una protesta per chiedere a gran voce la riapertura delle attività, che ormai da mesi sono chiuse o lavorano a singhiozzo. Di seguito, invece, la lettera degli albergatori, indirizzata al premier Conte. llustrissimo Sig.Presidente del Consiglio dei Ministri Pro.f Avv. Giuaseppe Conte Pec.presidente@pec.governo.it Illustrissimo Presidente, Le scriviamo per sottoporre alla sua autorità di Presidente del Consiglio dei Ministri e rappresentante del potere esecutivo, il moto spontaneo di forte disagio che le categorie HO.RE.CA, Alberghiera Organizzazione Eventi, .vivono da diversi mesi (un anno). Nella piena consapevolezza della necessità di affrontare l’evolversi della pandemia in atto ,i comparti menzionati, che ampiamente hanno dimostrato, completa adesione a tutti i presidi suggeriti dalle autorità, si trovano oggi senza il dovuto necessario sostegno sia legislativo sia economico. Ad oggi possiamo senza ombra di dubbio affermare che la penalizzazione delle suddette categorie non ha influenzato minimamente l’andamento della curva epidemiologica, con l’unico risultato certo della chiusura definitiva di diverse imprese. Obiettivo comune è quello di fare fronte a due grandi questioni: la pandemia e la crisi economica che purtroppo sono sullo stesso piano, a tale scopo CHIEDIAMO 1) Apertura dei nostri esercizi, già da tempo adeguati alle norme di sicurezza Covid, fino alle 24 incluso il Sabato e domenica. 2) Un abbattimento delle imposte e tasse di tutto il 2020 e per tutto il 2021 3) Annullamento degli oneri fiscali, tributari, contributivi e condoni degli anni precedenti, il cui onere non può ricadere sui prossimi esercizi che vedranno una forte contrazione del mercato. 4) Il reale accesso al credito bancario agevolato e finanziamenti a fondo perduto 5) il riconoscimento di un indennizzo immediato per i costi fissi di impresa (fitti, componenti energetiche) 6) l’assorbimento degli oneri contributivi del personale ,da parte dello Stato per i prossimi tre anni 7) allargamento della fascia protetta anche per gli over 30 8) Accettazione obbligatoria per i proprietari del credito di imposta per i canoni di locazione. 9) Riconoscimento di indennizzo minimo, anche per le attività aperte dal primo gennaio 2019 indipendentemente dal fatturato e finora escluse da qualsiasi ristoro. 10) Riconoscimento di ristori anche per fondamentali indotti del settore, quali le aziende vinicole e casearie In alternativa seguendo l’unico modello che ha dato certezza del raggiungimento dell’obiettivo prefissato ( discesa curva epidemiologica), chiediamo la chiusura di tutte le attività, non solo delle nostre ,con erogazione anticipata sui conti correnti dei costi fissi delle aziende. Necessaria la programmazione di questi provvedimenti con esponenti delle suddette categorie. Restiamo in attesa di una Sua immediata risposta ,offrendo la nostra piena collaborazione a soluzioni alternative a quelle finora messe in atto pur rimanendo fissi e determinati per il raggiungimento del nostro obiettivo. Movimento Spontaneo Italiano

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