Diciannove le anomalie riscontrate dai professionisti dell’Emme-Team (gruppo di studi legali che si batte contro il Revenge porn) in seguito all’analisi dell’iphone e dell’Ipad di Tiziana Cantone, la 31enne che si sarebbe tolta la vita il 13 settembre 2016 in una abitazione di Mugnano dopo la diffusione virale di alcuni suoi video privati. Anomalie relative al periodo in cui gli apparecchi, sequestrati la sera stessa del fatto, erano in custodia alla polizia giudiziaria, ovvero ai carabinieri, che li “aprirono” e li analizzarono fornendo poi le proprie conclusioni alla Procura di Napoli Nord, che archiviò la prima inchiesta per istigazione al suicidio.
Le 19 anomalie hanno convinto la Procura diretta da Francesco Greco a percorrere un nuovo filone di indagine, quello della frode processuale, per ora a carico di ignoti, ovvero della manomissione dei dati contenuti nei due apparecchi in uso a Tiziana, che secondo l’Emme-Team e l’avvocato italiano che ne fa parte, Salvatore Pettirossi, legale di Teresa Giglio, madre di Tiziana, avrebbe compromesso la bontà delle indagini, impedendo di scoprire la verità sulla morte di Tiziana e su chi possa essere stato a diffondere i video che la ritraevano.






















