Marano, trasparenza amministrativa e dati censurati. La segretaria generale del Comune non conosce il decreto legislativo 33 del 2013?

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Ma la segretaria generale del comune di Marano, la esimia dottoressa Paola Pucci, conosce gli estremi del decreto legislativo numero 33 del 14 marzo del 2013 e il contenuto delle ulteriori modifiche e integrazioni apportate nel 2016? Decreto che fissa, tra l’altro, i criteri inerenti alla trasparenza amministrativa e ai relativi obblighi per gli enti pubblici.

Se non lo conosce (e sarebbe gravissimo) è opportuno che qualcuno le rinfreschi la memoria.

“La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.

In una visione democratica dei rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione, la piena visibilità degli atti tende a promuovere un controllo capillare dal basso dell’attività amministrativa.

Nel sistema delineato dalla Legge n. 241/90 la trasparenza era intesa come strumento di tutela dell’individuo, ma già  con il D. Lgs. n. 150/09 (materia riordinata con il D. Lgs. n. 33/2013) inizia a concretizzarsi un concetto di trasparenza uguale a quello individuato, fin dagli anni sessanta, negli Stati Uniti: trattasi del concetto derivante dal FOIA (Freedom of Information Act), che garantisce a chiunque l’accesso agli atti e ai documenti della Pubblica amministrazione. Il concetto è stato ulteriormente ampliato con il decreto legislativo numero 33 del marzo del 2013 e successive modifiche.

Il Freedom of Information Act (FOIA), “atto per la libertà di informazione”, è una legge sulla libertà di informazione, emanata negli Stati Uniti il 4 luglio 1966 dal presidente Lyndon B. Johnson, che impone alle amministrazioni pubbliche una serie di regole per permettere a chiunque di sapere come opera il Governo federale, comprendendo l’accesso totale o parziale a documenti classificati. Riprendendo il concetto secondo cui la trasparenza e’ intesa come accessibilità totale, che la legge 150/2009 disponeva solo per la “performance”, il D. Lgs. 33/2013, art. 1, c. 1, lo generalizza come accessibilità a tutta l’organizzazione e attività delle pubbliche amministrazioni, prevedendo all’art. 23, con riferimento all’attività della p.a., l’obbligo di pubblicare in elenco (con aggiornamento semestrale), i provvedimenti amministrativi adottati dagli organi di indirizzo politico e dai dirigenti.

La dottoressa Pucci, dunque, per quale motivo non pubblica o non fa pubblicare sul sito istituzionale del Comune informazioni inerenti i compensi percepiti dai singoli consiglieri comunali e le specifiche (ordinanze di abbattimento o ripristino stato dei luoghi) sugli abusi edilizi commessi sul territorio, così come avveniva fino a pochi mesi fa?

E’ un mistero, una cosa grave e speriamo che la suddetta funzionaria o qualche consigliere con un po’ di sale in zucca le faccia capire che possono essere oscurati (eventualmente) solo dati sensibili (in materia di abusi) mentre per i consiglieri, essendo questi ultimi retribuiti con soldi pubblici, non ci possono essere ragioni di privacy che tengano. E ciò è noto ormai da anni. Ma Marano, si sa, fa parte di un’altra galassia…

 

 

 

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