Il presidente del consiglio comunale Domenico Paragliola, che un anno fa consentì a Bertini di attaccare (in aula e senza contraddittorio) per molti minuti il nostro portale e che anni prima solidarizzò (con una nota stampa) con un presidente del Consiglio comunale che aveva mollato un calcio a un consigliere di minoranza durante i lavori consiliari, dice di voler “tutelare le istituzioni in ogni sede”, in riferimento ai fatti verificatisi lo scorso giovedì. La prima cosa che dovrebbe fare Paragliola, se proprio tiene alle istituzioni, è quella di dimettersi.
In un anno è stato attaccato da tutti e ha consentito che avvenissero in aula le cose più assurde: due cittadini, non autorizzati a prendere parte ai lavori, due settimane fa si rivoltarono contro Paragliola e il “mitico” cosa fece? Abbassò lo sguardo e li fece rimanere seppur avesse convocato un consiglio comunale a porte chiuse con l’aggiunta degli organi di stampa. Mesi prima, invece, si era scontrato con l’assessore De Nigris e questi gli scagliò un microfono contro. Nulla accadde.
Un anno fa, invece, non seppe interrompere l’ex consigliere Bertini, da mesi agli arresti domiciliari, che per alcuni minuti ci prese di mira con offese a raffica. Anni fa, lo ricordano tutti gli addetti ai lavori e le persone perbene della città, ebbe addirittura il coraggio di solidarizzare con un presidente del Consiglio comunale che mise ko (non in senso figurato) un consigliere di opposizione al termine di uno scambio vivace di battute. In quell’occasione, come ricordano tutti gli allora consiglieri di Forza Italia, Paragliola ebbe a dire che difendeva il presidente del Consiglio comunale poiché era stato provocato dal consigliere di opposizione.
La provocazione subita l’altro giorno dal nostro direttore, invece, non l’ha vista, gli è sfuggita e naturalmente – come nel suo stile – si è posto, come sempre, dalla parte dei più forti.
Tipico di Paragliola, che alcuni mesi fa attaccò pesantemente i consiglieri comunali (tutti) e si beccò la dura reprimenda del consigliere Lorenzo Di Marino, che gliene cantò quattro. Temendo di essere sfiduciato, tacque e con un successivo comunicato stampa abbassò repentinamente la cresta.
Sulla storia politica di Paragliola si potrebbero scrivere romanzi, ma è meglio non dare ulteriore spazio a un uomo che, appena due anni fa, subito dopo l’elezione di Visconti, fece le messe scalze (lo hanno raccontato tutti gli esponenti del Pd locale) pur di diventare presidente del Consiglio, costringendo Visconti a chiedere a Pasquale Coppola (presidente in pectore indicato dallo stesso Visconti in campagna elettorale) di fare un passo indietro per evitare grane nel partito. Paragliola è questo ed è tanto altro.
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