Marano, fine di un’era: è divorzio tra i Botta e la compagnia Q8. Dopo 60 anni di attività, il gestore è stato costretto a lasciare l’impianto

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Da giorni, tra i cittadini di Marano, circola una voce: “Ha chiuso i battenti il distributore di benzina di Peppe Botta”. In realtà si tratta della fine di un lungo legame, quello tra la Q8 (e ancor prima Agip) e lo storico gestore.

La città ha perso un’altra delle sue tradizioni. Da circa sessant’anni, infatti, negli usi e costumi dei maranesi vi era l’abitudine di recarsi “ncopp a pomp ‘e Botta”.

La famiglia Botta, con il capostipite Gennaro, nel 1963 apriva il distributore a marchio Agip in un contesto allora ancora agricolo e con pochissime automobili. Forse per una scommessa, ma il giovane Gennaro, primogenito di una storica e benestante famiglia di Marano, motivato e determinato, iniziava questo lungo percorso sperando certamente con un finale diverso.

Nel 1997, come da tradizione di famiglia, si consumava il passaggio di gestione dal papà Gennaro al figlio Giuseppe che, nel frattempo, aveva concluso brillantemente i suoi studi laureandosi prima in Economia e Commercio presso l’università  Federico II di Napoli e poi conseguendo l’abilitazione al dottorato.

Nello stesso anno vi fu anche il passaggio al marchio Q8. Giuseppe, seguendo le orme del papà, con professionalità, onestà e dedizione iniziava la sua gestione, riuscendo in pochi anni a guadagnarsi la fiducia dei clienti e di tutti gli operatori del settore tanto da diventare un punto di riferimento e di ritrovo per gli automobilisti di Marano di Napoli e dei comuni limitrofi.

Nonostante l’impegno profuso in 60 anni dalla famiglia Botta, e gli ottimi profitti raggiunti dall’impianto, anche in quest’ultimo triennio in modalità Self, la Società Q8 – secondo il gestore – senza alcuna motivazione ha voluto, con un freddo tratto di penna, interrompere il lungo percorso iniziato nel 1963. Il contratto, che per contratto si rinnova di anno in anno o proseguiva con taciti accordi tra le parti, è stato sciolto con una decisione unilaterale dell’azienda.

Il management aziendale, insomma, non ha voluto sentire ragioni e nemmeno ha voluto concedere ai Botta maggior tempo per poter avviare un’altra attività o quanto meno decidere il da farsi per il futuro. Pochi mesi fa la compagnia aveva “ammonito” il gestore per la presenza di alcuni extracomunitari che erano soliti guadagnarsi qualche soldino aiutando gli automobilisti più pigri, meno propensi a servirsi della modalità self. Un rimbrotto puntualmente accolto dai Botta, che avevano così provveduto a far allontanare anche il personale non autorizzato e quindi non “gradito” alla compagnia petrolifera.

Nulla da poter far presagire al peggio. E invece, con una nota inviata poche settimane fa, per ragioni non meglio precisate (si fa riferimento solo alla scadenza contrattuale), la Compagnia ha ritenuto di dover interrompere il rapporto con l’obiettivo di affidare l’impianto, di proprietà della Q8, ad un futuro acquirente.

Molti automobilisti, recandosi come di consueto presso il distributore del corso Europa, non vedendo più sia don Gennaro che il figlio Giuseppe, da anni sempre presenti a qualsiasi ora, sempre disponibili e pronti ad esaudire le richieste della clientela, increduli, arrabbiati e qualcuno anche con le lacrime agli occhi, si sono allontanati convinti che il distributore fosse chiuso.

Tutti si chiedono perché? Il distributore era sempre pieno di automobili in fila alle colonnine per il rifornimento, altri ricordano che nel turbolento periodo dell’emergenza rifiuti che ha colpito la città  di Marano  di Napoli l’unico distributore che garantiva regolarmente l’erogazione di carburante era quello di “Botta a Marano”; altri ancora raccontano che, anche nei giorni di festa, per qualsiasi problema bastava telefonare al gestore Giuseppe, il quale senza indugio alcuno, era sempre pronto ad intervenire nell’interesse della clientela, della comunità e di riflesso anche della Q8.

I fatti sono quelli narrati, ovvero di una non proroga del contratto e dei tentativi, non andati a buon fine, da parte del gestore che sperava in un trattamento diverso da parte dell’azienda. Il futuro potrebbe essere fatto di carte bollate, ricorsi e querelle legali, ma di questi aspetti se ne potrà parlare (forse) più avanti.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews

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