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L’Italia al terzo posto per il peso del cuneo fiscale tra i membri Ocse. È quanto è stato rilevato da una recente ricerca avanzata appunto dall’Ocse.
Dal 2000 al 2017 il cuneo fiscale in Italia è solo aumentato portando le tasse e i contributi sociali a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro italiani al limite della sostenibilità. Si parla del 47,7% per il lavoratore single mentre sembra scendere al 38,6% per le famiglie di 4 persone in cui c’è un unico percettore di reddito.
Questi ultimi dati fanno registrare al nostro Paese un’ulteriore sconfitta nel duello con la Spagna la quale recentemente si era posizionata avanti anche in termini di Pil procapite.
Da troppo tempo, dunque, ci presentiamo nel quadro europeo sempre tra gli ultimi per la qualità del lavoro e sempre tra i primi quando si parla di tassazione, fiscalità e imposte.
È importante che ad oggi il nuovo Governo dia priorità assoluta alla reimpostazione del mercato del lavoro italiano, ridisegnando delle riforme che consentano di ridurre quanto più possibile il cuneo fiscale sulla busta paga del lavoratore.
Così Severino Nappi, Responsabile Nazionale Politiche per il Sud di Forza Italia
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