E niente, il Comune di Marano – seppur sciolto per ingerenze della criminalità organizzata – continua a palesare la consueta allergia agli sgomberi degli immobili occupati illegalmente. Ci riferiamo ad immobili acquisiti da anni al patrimonio comunale in virtù di sentenze ed atti, anche di consiglio comunale, che ne sanciscono il passaggio dai privati all’ente cittadino.
Sono trascorsi già da un pezzo i 45 giorni concessi agli occupanti della palazzina di via Del Mare, abusiva ed acquisita dal Comune nel lontano 2006; sono trascorsi circa 10 anni dall’acquisizione degli immobili (abusivi) di via Antica Consolare Campana; quasi venti per la palazzina di via Platone; oltre un decennio per via Galeota. Tutto è finito nel dimenticatoio, come era finito per la casa (abusiva) costruita a ridosso della caserma dei vigili o per il capannone (realizzato su una strada pubblica) di via Vallesana, dove l’ente si è incartata tra atti e ricorsi.
Tra ricorsi, contro ricorsi, concessioni del Comune – quello di Marano si intenerisce spesso – vedrete che nessuno uscirà dalle case. Il prefetto Di Menna è convinto del contrario, noi invece no. In tanti anni nessuno ha mosso un dito, e le ragioni sono note persino alla magistratura e, naturalmente, ai funzionari comunali (tutt’altro che cuori di leoni). Le responsabilità di tali inerzie non sono state e non saranno mai accertate nemmeno dalla forze dell’ordine, al solito blande con il Comune, e gli attuali inquilini tenteranno in tutti modi di resistere.
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