
Pene più dure per i trafficanti di droga, compresa la pena di morte ma senza ricorrere a nuove leggi, e riduzione della quantità minima di droga (o di farmaci che contengano oppiacei) necessaria per finire in carcere: sono due degli elementi del piano per combattere la piaga degli oppiacei che Donald Trump ha presentato in un comizio a Manchester, New Hampshire, uno degli stati Usa più colpiti da un fenomeno che nel 2017 ha mietuto almeno 64 mila vittime in tutto il Paese.
L’attacco alle case farmaceutiche
Il presidente ha invocato il muro al confine col Messico come un modo per tenere lontano i trafficanti di stupefacenti e si è scagliato contro le città `santuario´ che tutelano gli immigrati illegali. Ma ha puntato il dito anche contro le società farmaceutiche per il loro ruolo nella crisi degli oppiacei, ventilando eventuali controversie legali. Nel suo complesso il piano prevede anche di aumentare l’educazione scolastica e la sensibilizzazione al problema, allargare l’accesso ai trattamenti per le cure e il recupero, nonché la riduzione del numero di prescrizioni di farmaci oppiacei di almeno un terzo in tre anni.
Trump, che era accompagnato dalla first lady Melania, aveva già auspicato la pena di morte per gli spacciatori, indicando come stati modello la Cina, Singapore, le Filippine di Rodrigo Duterte. Lo scorso ottobre il presidente aveva dichiarato la crisi degli oppiacei una emergenza sanitaria pubblica ma non una emergenza nazionale, come aveva suggerito una commissione ad hoc da lui creata per consentire finanziamenti federali più consistenti.



























