Migranti, Frontex registra -55% sulla rotta italiana

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Stanno proseguendo regolarmente al porto di Salerno le operazioni di sbarco dei 387 migranti arrivati a bordo della "Ocean Viking". Nonostante gli appelli rivolti da Regione Campania e Comune di Salerno a far osservare la quarantena a bordo dopo alcuni casi positivi emersi tra i profughi, le attività stanno proseguendo come da programma. La protezione civile, di volta in volta, sta distribuendo mascherine, panini e succhi di frutta ai migranti che, dopo le operazioni di foto-segnalamento, vengono trasferiti con pullmini in via Dei Carrari, nella sede della Protezione Civile, dove prosegue l'iter per lo smistamento nei centri individuati. TWITTER SOS MEDITERRANEE ITA +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++
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Forte calo degli attraversamenti irregolari alle frontiere dell’Unione europea. Nei primi sette mesi del 2026 sono state rilevate circa 61mila entrate irregolari, il 37% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dai dati preliminari diffusi da Frontexl’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

Un dato particolarmente significativo arriva dal Mediterraneo centrale, la rotta che interessa più direttamente l’Italia: gli attraversamenti rilevati sono stati 16.454, contro i 36.656 dello stesso periodo dello scorso anno. La diminuzione è quindi del 55%. La Libia resta il principale Paese di partenza su questa direttrice.

Migranti, il dato italiano e la linea del governo Meloni

La frenata sulla rotta del Mediterraneo centrale si inserisce nel quadro della linea più stringente portata avanti dal governo Meloni sull’immigrazione irregolare. L’esecutivo ha puntato in particolare sul rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e transito, sul contrasto alle partenze e ai trafficanti, sull’accelerazione dei rimpatri e sull’applicazione delle procedure di frontiera, affiancando a queste misure il progetto dei centri in Albania.

Una strategia che ha avuto tra i suoi obiettivi dichiarati quello di spostare il contrasto all’immigrazione clandestina sempre più a monte, intervenendo prima che le imbarcazioni raggiungano le coste europee. Ed è proprio la cooperazione con i Paesi partner e le misure preventive nei principali Stati di partenza che Frontex indica tra i fattori che hanno contribuito alla riduzione dei flussi verso l’Europa.

Anche i dati del Viminale confermano il ridimensionamento della pressione migratoria sull’Italia rispetto ai picchi registrati nei primi anni del governo Meloni. Dopo gli oltre 157mila sbarchi del 2023, il 2024 si era chiuso con circa 66mila arrivi, segnando una diminuzione di quasi il 60%. Una tendenza che ha riportato al centro del confronto europeo il modello italiano fondato sugli accordi con i Paesi del Nord Africa e sulla prevenzione delle partenze.

Frontex: meno partenze grazie anche alla cooperazione con i Paesi terzi

Secondo Frontex, la flessione complessiva registrata nei primi sette mesi del 2026 è legata a diversi fattori. Tra questi figurano proprio la cooperazione con i Paesi partner e le misure preventive adottate nei principali Paesi di partenza, che hanno contribuito a ridurre il numero delle partenze verso l’Europa. Quasi tutte le principali rotte migratorie registrano infatti numeri inferiori rispetto al 2025.

La più trafficata resta quella del Mediterraneo orientale, con 20.232 rilevamenti, in diminuzione del 28%. Mediterraneo orientale e centrale, insieme, rappresentano circa il 60% degli attraversamenti irregolari attualmente conteggiati alle frontiere esterne dell’Ue. Ancora più marcata la diminuzione lungo la rotta dell’Africa occidentale, dove gli attraversamenti sono scesi a 4.682: -60% in un anno. Nei Balcani occidentali sono stati invece registrati 4.910 rilevamenti, il 26% in meno, mentre alla frontiera terrestre orientale dell’Unione il calo raggiunge il 44%, con 3.209 casi.

L’eccezione è il Mediterraneo occidentale: +37%

C’è però una rotta che procede in controtendenza. È quella del Mediterraneo occidentale, che ha registrato 11.217 attraversamenti, contro gli 8.175 dei primi sette mesi del 2025: un aumento del 37%.

Di questi, 8.648 sono avvenuti via mare. Frontex precisa inoltre che i dati complessivi diffusi non comprendono gli eventi eccezionali verificatisi alla fine di luglio alla frontiera esterna di Ceuta, in Spagna. In diminuzione anche i tentativi e gli attraversamenti della Manica verso il Regno Unito: 22.469 rilevamenti, il 46% in meno rispetto ai 41.647 dello stesso periodo dello scorso anno. Questi movimenti vengono però conteggiati in uscita dall’Unione europea e non rientrano quindi nel totale delle circa 61mila entrate irregolari.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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