“Il commissario Greco e il dirigente Bonino ci avevano promesso che sarebbe stata trovata una soluzione. E invece la responsabile dei servizi sociali ci ha spiegato che l’iter procedurale per il trasporto scolastico dei nostri figli, bambini affetti da grave disabilità motoria, è molto lungo”. A parlare sono i genitori di Claudia, la piccola di 10 anni che ieri, alla ripresa delle attività scolastica, è stata supportata per tutta la giornata dalla mamma in quanto il Comune – secondo il loro racconto – non si è nemmeno attrezzato per il supporto materiale in classe. “Mia moglie – spiega il papà di Claudia – è stata cinque ore all’esterno della scuola ed è dovuta intervenire lei per far fronte alle esigenze di nostra figlia, come andare in bagno ad esempio. E’ una vergogna: stiamo pensando di denunciare il tutto ai carabinieri”. La storia di Claudia e Giuseppe (che non sta andando a scuola perché impossibilitato a farlo), due bambini che frequentano le scuole del territorio, rispettivamente 10 e 12 anni, l’abbiamo raccontata nelle scorse settimane.
Entrambi sono affetti da grave disabilità motoria e in passato hanno usufruito del servizio di trasporto scolastico garantito dal Comune. I due piccoli alunni si muovono su carrozzina (Claudia) e su un passeggino basculante (Giuseppe). I problemi per loro sono iniziati un anno fa, perché il Comune (era settembre del 2016), per le arcinote difficoltà finanziarie, non era riuscito ad attivare il servizio di trasporto scolastico per disabili né tanto meno a liquidare un contributo economico (300 euro) che avrebbe consentito alle famiglie di fare fronte alla necessità attraverso una cooperativa sociale del territorio. Il risultato? Giuseppe non andò a scuola per diverse settimana, Claudia, invece, vi riuscì solo grazie ai sacrifici dei genitori.
Le famiglie chiesero un incontro con il commissario straordinario Franca Fico e, solo dopo alcune denunce mediatiche e ripetute segnalazioni, riuscirono ad ottenere quanto richiesto: l’ente infatti, tra la fine di settembre e ottobre del 2016, riuscì a racimolare 10 mila euro (fondi residui legge 328) per individuare una cooperativa che si occupò del trasporto dei due bambini. Quest’anno, però, si è ripresentato lo stesso problema e a nulla, per ora, sono servite le rassicurazioni.
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