Fuochi d’artificio per festeggiare un omicidio: ecco cosa è accaduto a Bari

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Fuochi d’artificio per festeggiare una scarcerazione eccellente, il compleanno del nipote del boss o il matrimonio della cugina. Una forma di pressione sociale, tutta barese, che la sera del 6 marzo ha raggiunto livelli allarmanti quando l’oggetto dei festeggiamenti è stato un agguato mortale. Ore 21,30: è passata solo un’ora da quando a Japigia viene ucciso Giuseppe Gelao e gravemente ferito Antonino Palermiti, nipote del boss Eugenio. Appena il tempo di “passare novità”, di informare cioé i referenti delle organizzazioni criminali, che al rione Libertà si festeggiava con esplosioni colorate in cielo. Circostanza che non è passata inosservata agli investigatori della Squadra mobile, al lavoro per la risoluzione dell’omicidio.

“È successo anche un paio di settimane fa, quando il 27 febbraio hanno arrestato il gruppo degli Strisciuglio che faceva le estorsioni, qui c’è la spartizione fra clan e, a seconda di chi ha la peggio, l’altro festeggia così”. Don Francesco Preite, parroco della chiesa del Redentore, cuore del Libertà, non ha dubbi: “È un segnale per dire: comandiamo ancora noi. Ma non è così”. Nelle strade del quartiere c’è un misto di sollievo, dopo quegli arresti, e timore che accada ancora. C’è chi ammette di averli conosciuti, di aver subito le richieste estorsive e chi scuote la testa e tira giù la saracinesca.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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