Napoli, candidati a loro insaputa: indagato il consigliere Pd Madonna

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E’ quello del consigliere comunale del Pd Salvatore Madonna il primo nome iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sui candidati a loro insaputa alle scorse elezioni amministrative di Napoli, condotta dal pm Stefania Buda e coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Il reato ipotizzato è quello di violazione della legge elettorale per aver certificato alcune candidature senza che i diretti interessati ne fossero a conoscenza. Occhi puntati, dunque, sui consiglieri comunali a cui, in qualità di ufficiali pubblici, fu affidato l’incarico dalla stessa candidata del Pd Valeria Valente. E intanto sale a nove il numero di persone finite senza che ne sapessero nulla nella lista ‘Napoli Vale’, la civica a sostegno della sua corsa alla poltrona di primo cittadino.

UN NOME NEL REGISTRO DEL PM – La Procura sta ricostruendo quanto accadde in quei frenetici giorni che chiusero la preparazione delle liste. Mentre il Pd fece autenticare i candidati da un notaio, la candidata Valeria Valente decise di fare ricorso ai consiglieri comunali. Fin dal primo momento le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate su Salvatore Madonna, Enzo Varriale della lista ‘Moderati’ e Antonio Borriello, ex capogruppo democrat, in corsa per il Pd in Comune. Soltanto a Salvatore Madonna (che ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Guardia di Finanza), però, gli inquirenti hanno potuto attribuire la certificazioni delle 9 firme di altrettanti candidati fantasma, effettuate tutte in un solo giorno, ossia il 6 maggio scorso, alla vigilia del termine di presentazione della scadenza delle liste. Materialmente, insomma, sarebbe stato lui a commettere il falso.

Il Fatto

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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