È stata un’altra, lunghissima notte di angoscia e paura nelle zone colpite dal sisma di iei, avvertito in tutta Italia, da Bolzano a Bari.
Prosegue la conta degli sfollati, il cui numero ora si aggirerebbe attorno alle 40mila persone: 25mila nelle Marche, circa 12mila in Umbria, (di cui solo 3mila a Norcia), duemila nel Lazio e mille in Abruzzo. Ma si teme che si tratti di un bilancio destinato a crescere ancora.
La gente ha paura di restare soprattutto perché la terra non smette di tremare.
Ieri mattina alle 7.41 la terra è tornata a tremare con una scossa di magnitudo 6.5, la più forte mai registrata in Italia dal 1980.
I SOCCORSI – Sotto il coordinamento della Dicomac operativa a Rieti, le protezioni civili delle varie regioni italiane stanno inviando nelle zone colpite personale e attrezzature richieste per le esigenze locali manifestate dai sindaci.
Una nuova scossa di magnitudo 4.0 a 5 chilometri da Norcia e con una profondità di 10 chilometri è stata avvertita alle 19,21.
Domani le scuole resteranno chiuse a Roma, L’Aquila, Rieti e nelle province di Ascoli e Pesaro. Mentre il Governo si prepara al Consiglio dei ministri di domani, il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani assicura: “Non vogliamo deportare nessuno”.
























