Cosa è stato rilevato dal Comune nell’area Pip? La disamina effettuata nei mesi scorsi dagli uffici, secondo i dati in nostro possesso, sembrerebbe confermare gran parte di ciò che è stato scritto e detto nel corso di questi anni: numerose sono le irregolarità riscontrate. Parliamo, ovviamente, di questioni prettamente urbanistiche e non di quelle, anch’esse molto serie, di natura economico-finanziaria, come ad esempio l’arcinota questione dei finanziamenti regionali mai rendicontati o quella attinenti alle denunce presentate alla Procura di Napoli nord da alcuni imprenditori.
In attesa delle decisioni della magistratura, che da tempo indaga sulle procedure di gara e su quanto è accaduto in questi anni nella zona industriale di via Migliaccio, siamo in condizioni di fornirvi alcuni dati, frutto ovviamente di nostre autonome ricerche.
Di tempo ne è passato da quando il Comune ha avviato una serie di verifiche nell’area degli insediamenti produttivi e di acqua sotto i ponti ne è passata dal giorno in cui i tecnici comunali hanno sottoscritto un’apposita relazione. Eppure, almeno per ora, di provvedimenti definitivi non ve ne è traccia.
Ecco alcuni esempi:
Sono state riscontrate anomalie e irregolarità in molti capannoni, per alcuni (quelli riportati in basso) appare urgente addivenire ad un provvedimento del Comune. Ecco i casi più eclatanti:
Società Gennaro Martino Autodemolizioni, lotto Cb-L02 (illegittimo permesso di costruzione per distanze di confine non rispettate);
Società Sidecar, lotto CC.L/03 (illegittimo permesso di costruzione per distanze non rispettate alla luce del vigente piano regolatore). Il titolare dell’attività ha acquistato la porzione di immobile in assenza di regolare atto che legittimi il frazionamento;
Società ecorottami srl. Lotto Cbl12: Permesso di costruzione illegittimo per distanze minime non rispettate. Atto di compravendita dal notaio risulta essere viziato, in quanto è richiamato un certificato di agibilità che al momento del rogito non era stato perfezionato;
Il Comune, per questi specifici casi, non ha ancora deciso se deve o non deve annullare in autotutela i permessi rilasciati a suo tempo e se, laddove sono state riscontrate anomalie, i soggetti coinvolti abbiano diritto di chiedere una sanatoria. Non sono stati sciolti nemmeno i dubbi circa il fatto se siano da ritenersi valide le assegnazioni avvenute con procedura negoziata dal concessionario, l’Iniziative industriali di Sant’Antimo, senza la preventiva verifica dei requisiti da parte della commissione di valutazione comunale, così come era stato stabilito con la delibera di giunta 170 del 2008.
Per quel che concerne invece l’intera lottizzazione è difforme da quella autorizzata con il progetto esecutivo, anche se non ha richiesto una sostanziale superiore dotazione di aree standards. Le aree da destinare agli standars sono comunque suddivise in modo differente rispetto al piano originario. E’ aumentata( e di parecchio) la superficie destinata alle aree interne: da 25 mila e 600 metri quadri a 30 mila 920 metri quadri.
Il Comune si è rimesso alle valutazioni dell’autorità giudiziaria in merito ai frazionamenti effettuati dai concessionari per capire e se essi costituiscano – come rilevato in precedenza – ipotesi di lottizzazione abusiva.
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