Tra le tante vicende (mancati sgomberi, abbattimenti non eseguiti, furti d’acqua, mancata emissione delle bollette e tanto altro) che dovrebbero essere vagliate dalla Commissione d’accesso agli atti inviata a Marano dal prefetto o da chiunque altro ce n’è una di cui si è parlato tanto (ma non a sufficienza) negli anni scorsi: è la storia, che proponemmo a più riprese tra il 2012 e il 2013, è quella della palazzina che ospita attualmente gli uffici del Giudice di Pace.
Quella palazzina fu realizzata mediante un finanziamento europeo e avrebbe dovuto accogliere (almeno nei primi due piani) il personale del Centro per l’impiego (ex collocamento) un tempo in servizio in via Vallesana e poi spostati dalla Provincia di Napoli in un angusto, inidoneo e vecchio edificio di Giugliano.
La storia è la seguente.
Nel 2007 il Comune di Marano ottenne dalla Regione (attraverso l’Unione Europea) la somma di 1 milione e 320 mila euro. Con quei fondi, vincolati e destinati alla futura sede del Centro per l’impiego (quello di via Vallesana era poco più di uno sgabuzzino), l’Amministrazione dell’epoca diede il la ai lavori per la costruzione dello stabile e, cammin facendo, realizzò anche un piano aggiuntivo che avrebbe dovuto ospitare la sede dell’ufficio tecnico comunale, all’epoca ancora ubicata nei locali di proprietà privata di via Falcone. Il tutto attraverso procedure di esproprio mai ultimate e contestate, con tanto di cause giudiziarie, dal vecchio titolare del terreno.
Nel frattempo, per problemi strutturali, fu sgomberata la sede distaccata del tribunale di Napoli, che da via Nuvoletta fu trasferita nella palazzina di nuova realizzazione deputata ad ospitare il centro per l’impiego. Un trasferimento “emergenziale” che, secondo gli orientamenti della vecchia giunta, doveva durare il tempo necessario per mettere in sicurezza e ristrutturare lo stabile di via Nuvoletta.
La sede del centro per l’impiego, nel frattempo, fu dirottata a Giugliano poiché la Provincia, per ragioni di budget e costi di gestione, decise che non era più il caso di tenere in vita quella di Marano. Tutti a Giugliano, dunque, in una struttura fatiscente e vetusta. Anche gli utenti si dovettero adeguare. Marano, che stava perdendo (e poi perse) anche il tribunale e il Centro di primo soccorso (Psaut), dovette rinunciare anche al Centro per l’impiego pur avendo a disposizione una palazzina nuova, finanziata con fondi europei e stanziati proprio per evitare lo spostamento dell’ex Collocamento.




























