Era il pallino del defunto Vittorio D’Andrea, sottotenente dei vigili urbani deceduto prematuramente qualche mese fa. Un nucleo di polizia mortuaria all’interno del cimitero di Marano, così come previsto dalle normative vigenti per quel che concerne i comuni con più di 50 mila abitanti.
Un nucleo che non c’è, che non è mai stato istituito e che ora, dopo i fatti della scorsa settimana e l’apertura di un’indagine da parte dei carabinieri, appare non più procrastinabile.
La querelle che ha investito un dipendente comunale, che tra qualche giorno sarà giudicato dalla commissione disciplinare dell’ente cittadino, non ci sarebbe stata (forse) se il cimitero, spesso teatro di vicende paradossali e al limite o ben oltre la legalità, fosse stato presidiato da qualche uomo in divisa.
E’ vero, di agenti in strada ne girano già pochi, le risorse sono quelle sono ma il cimitero non può essere il luogo dell’anarchia, dell’improvvisazione, né tanto meno può essere scaricato tutto su qualche dipendente di categoria A o B.
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