L’ultimo pasticcio in salsa maranese. Niente ricorso al Consiglio di Stato: lo stadio comunale cambia gestore. Arriverà una società flegrea

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Un’altra, incredibile decisione dell’amministrazione comunale destinata a sollevare polemiche e a far rispolverare il vecchio e sempre attuale detto “andreottiano”: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Il Comune ha deciso infatti di non presentare il ricorso al Consiglio di Stato sull’annosa vicenda della gestione dello stadio comunale. L’impianto, dopo un regolare bando di gara, era stato affidato un anno fa al Campania Soccer di Calvizzano, ma l’iter e il successivo affidamento finirono nel mirino della seconda e terza classificata, Gescal Pozzuoli e Atletica Marano.

Le due società presentarono un doppio ricorso al Tar. I giudici amministrativi, qualche mese fa, ritennero fondato soltanto il ricorso della società puteolana, entrando (caso più unico che raro) nel merito delle valutazioni della commissione di gara del Comune e non su questioni prettamente formali o procedurali. Il risultato fu così ribaltato dai giudici amministrativi, che in pratica autorizzarono l’avvicendamento tra il Campania Soccer e la Gescal.

Al Comune (e alla società che attualmente gestisce l’impianto cittadino) non restava altro che ricorrere al Consiglio di Stato. Un proposito che era stato annunciato, seppur ufficiosamente, da qualche dirigente e consulente legale, convinto delle ragioni di merito del Comune. E invece non è andata come tutti si aspettavano, nonostante si fossero espressi per il sì al ricorso l’ufficio avvocatura del Comune, il consulente legale Griffo, il dirigente dell’area amministrativa De Biase e la segretaria generale D’Ambrosio. Era stato individuato anche l’avvocato cassazionista, tal Liguori.

Lo stop è arrivato nella giornata di ieri, ultimo giorno utile per la presentazione del ricorso, quando l’atto è arrivato negli uffici dell’area economico-finanziaria, quello guidato dalla dott.ssa Claudia Gargiulo (è quella che ha fatto pochissimo sul fronte evasore in tutti questi anni ed è quella che non ha emesso circa 4 anni di ruoli idrici, causando non pochi danni finanziari all’ente), che ha posto il suo veto.

La motivazione? Costi troppi alti per l’ente. La spesa sarebbe stata – udite, udite – di poco più di 5-6 mila euro. Una miseria per qualsiasi Comune, ma non per quello di Marano, che a questo punto – visto che non può permettersi nemmeno un ricorso al Consiglio di Stato – sarebbe il caso fosse sciolto (non solo per mafia o cattiva gestione amministrativa) per avvenuto fallimento.

Quanto al campo sportivo, tra qualche giorno il Campania soccer sarà costretto – suo malgrado – a lasciare la struttura. La società, che ha comunque il torto di non aver presentato un autonomo ricorso al Consiglio di Stato e di essersi “fidato” del Comune – aveva già sostenuto non poche spese per eseguire alcune migliorie e riparazioni. A sua volta, visto lo stato di impasse dovuto ai procedimenti legali, non aveva ancora versato alcun canone di fitto all’Ente,

Morale della favola? Un anno buttato, zero introiti e ora tutto è da rifare. Si insedierà una nuova società, che qualche maligno – in tempi non sospetti – aveva indicato come favorita della vigilia anche per i presunti legami politici tra un esponente della stessa (un ex amministratore del Comune di Pozzuoli) e un noto personaggio politico di centrodestra legato al sindaco Liccardo.

 

© Copyright 2016 Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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