Cangiano e gli altri, quei giovani vicini agli ambienti dell’estrema destra autori dei raid targati Nfo

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Gli aderenti alla sigla Nfo si erano segnalati, tra il 2015 e il 2016, per le ripetute azioni intimidatorie e per le minacce indirizzate ad alcuni amministratori e politici dell’area a nord di Napoli. Avevano preso di mira i municipi e le aule consiliari dei comuni di Mugnano, Marano, dove fu incendiato il portone d’ingresso dell’aula consiliare intitolata a Giancarlo Siani, Qualiano, Melito, Villaricca e Giugliano, nonché una delle sedi di Equitalia.

Tutto era partito nel luglio del 2015, quando la scritta «A voi politicanti il nostro disprezzo» fece la sua comparsa su una parete contigua all’aula consiliare di Mugnano. Di lì a poco altre minacce, missive, nuove scritte intimidatorie e spari rivendicati dalla stessa organizzazione.

A Villaricca, su un muro perimetrale del palazzo Baronale; a Qualiano, sempre nei pressi del municipio; per ben due volte nuovamente a Mugnano, poi a Giugliano. A Villaricca, invece, gli spari contro l’ufficio Anagrafe, esplosi da una Beretta calibro 6.35, trovata poi in strada dai carabinieri di Giugliano. Gli arrestati di oggi sono vicinissimi – almeno per sintonia ideologica – agli ambienti e ai movimenti poltici di estrema destra napoletani. Tra gli arrestati spicca il nome di Stefano Cangiano, 30 anni, residente a Mugnano, fratello di un ex consigliere comunale e figlio di un professionista (un medico). Cangiano ha avuto incarichi, nel recente passato, in alcune associazioni dell’area a nord di Napoli.

 

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