Una notizia sulle denunce dell’ex comandante della polizia municipale di Pomigliano sul Sindaco e l’amministrazione comunale diventa l’occasione per attaccare le istituzioni e contestare lo scioglimento di Marano. A farlo è un’ex consigliera comunale di Marano, componente del Consiglio poi sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Il punto di partenza è l’articolo pubblicato il 5 novembre dal Fatto Quotidiano sulle denunce dell’ex comandante facente funzioni Andrea D’Ambrosio. L’inchiesta raccontata dal fatto quotidiano è seguita dalla Procura di Nola.
Eppure, nel post, l’ex consigliera domanda: «La Pm Maria Di Mauro cosa dice di Pomigliano?». Un accostamento al quanto strumentale in quanto Maria Di Mauro è procuratore aggiunto a Napoli Nord, mentre Pomigliano rientra nella competenza territoriale ordinaria della Procura di Nola. Nell’articolo richiamato non viene attribuito alcun ruolo alla magistrata. Per quale ragione, dunque, chiamarla in causa?
Il post attacca poi il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto da Di Bari «Ad essere sciolti dovrebbero essere il Comitato di Ordine e Sicurezza riunitisi in Prefettura ed il Ministro Piantedosi».
Parole che tentano di minare la credibilità dello Stato e delle istituzioni. Nello stesso intervento ricompare il riferimento alle presunte «400 lettere anonime», utilizzato per contrapporre Marano a Pomigliano. Ma ricondurre lo scioglimento di Marano a una raccolta di lettere anonime non restituisce il contenuto degli atti ufficiali: la relazione ministeriale documenta gli accertamenti della commissione d’accesso, gli elementi di condizionamento emersi e il parere unanime del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Chiamare in causa una magistrata estranea all’inchiesta, addirittura chiedere lo scioglimento del Comitato, del Prefetto di Napoli e del Ministro Piantedosi è un fatto di una gravità inaudita, soprattutto da chi ha avuto e ambisce ad avere un ruolo nelle istituzioni. Non è la prima volta che il pm Di Mauro e il Prefetto di Napoli vengono chiamati in causa in alcuni post sociali di ex amministratori e soggetti vicini al consiglio comunale poi sciolto, infatti non sono mancate anche offese e attacchi personali. È il caso che si faccia chiarezza su quanto dichiarato. Il livello del dibattito politico a Marano ha raggiunto livelli paradossali.


























