Lavitola nelle lettere indirizzata all’ex: “Cercano i soldi della candidatura di Ranucci”

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“Cercano i finanziamenti della eventuale campagna elettorale dei quali parlavo con Sigfrido». Sono queste le parole che riportiamo in esclusiva e che Valter Lavitola ha messo nero su bianco il 20 agosto dal carcere di Rebibbia in una delle lettere indirizzate a Natalia Potenza, l’ex compagna che ha deciso di lasciare il faccendiere dopo aver scoperto di non essere la sua unica donna. Potenza, in possesso di una verità storica e documentale, ha riportato quanto in suo possesso davanti al pm Edoardo De Santis sabato scorso in un interrogatorio fiume.

Ma l’esistenza delle conversazioni tra Ranucci e Lavitola in merito ai finanziamenti e a un’eventuale campagna elettorale non riguarda più solo illazioni e nemmeno dichiarazioni di una ex ferita, ma le parole dello stesso faccendiere. Si tratta della prima volta (e fino a oggi anche l’unica) che il mandante reo confesso dell’attentato fa riferimento alla vittima della bomba in una lettera scritta dal carcere. Una missiva spedita da Rebibbia in cui traspare un lato nascosto di Lavitola, che per sembra preoccupato. I timori arrivano dalla direzione che sta imboccando l’indagine dei magistrati della Dda di Roma, ma anche dei media italiani. I giornali sono da giorni sulla pista degli affari di Laviola in Africa e sul giro dei carbon credit. Questi dubbi spingono quindi il faccendiere a commentare l’evoluzione dell’inchiesta facendo esplicito riferimento a un piano economico per favorire la discesa in campo di Ranucci. Nella stessa lettera fa riferimento anche a un altro episodio: «Sono andati da questa a fare delle perquisizioni, sostenendo che sia una mia prestanome. Ma non è vero». Lavitola non fa il nome della destinataria dell’eventuale perquisizione. Si potrebbe ipotizzare che parli dell’estetista che compare nelle carte dell’inchiesta, Adriana Linhares de Lucena. Ma è chiaro come nella missiva il faccendiere sia preoccupato principalmente dalla ricostruzione dei flussi economici. Le frasi in possesso dell’ex compagna troverebbero ulteriore riscontro nell’interrogatorio reso dalla donna davanti al pm De Santis: parlando dei rapporti (non solo di amicizia) tra Valter e Sigfrido, ha fatto riferimento all’ipotesi che il suo ex compagno utilizzasse gli affari in Africa, usufruendo dell’aiuto di Ranucci, come nel caso dell’intervista al giornale dello Zimbabwe contro il socio africano di Valter, per preparare un budget economico necessario a finanziare le discesa in politica di Mr Report.

La donna ricostruisce ai giudici come dal 4 luglio in poi, giorno della perquisizione a casa Lavitola, l’unica preoccupazione del compagno fosse quella di tutelare Sigfrido e non danneggiarlo: «Basta che non si faccia del male Sigfrido», continuava a ripetere anche in casa. Una preoccupazione maggiore rispetto al danno pubblico creato alla famiglia, così come ai problemi del figlio e all’impatto che tutto ciò avrebbe provocato sui loro figli. E nella lettera traspare la paura che Natalia parli: «Sono una merda assolutamente, ma non per questo utilizzata solo per tentarti di farti dire cose di me che non sai». Ma lei ha visto ogni incontro tra Ranucci e Lavitola, conosce le date e ciò di cui parlavano. Ma è anche in possesso della documentazione fiscale che può ricostruire il tesoretto estero del faccendiere. E se in quelle carte comparisse il nome di Ranucci?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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