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Più che il valore del bottino, a inquietare è un sospetto: qualcuno di insospettabile potrebbe aver guidato i ladri. È questa la pista su cui si concentrano le indagini dopo il furto messo a segno in un appartamento di lusso a Posillipo, dove sono spariti contanti, gioielli e un diamante da 26 carati dal valore stimato di 300mila euro.
La banda ha agito con sicurezza, come se conoscesse già ogni dettaglio: allarme disattivato, sistema di videosorveglianza rimosso e oggetti preziosi individuati in pochi minuti. Un’operazione che lascia pochi dubbi sulla presenza di informazioni interne.
Le vittime, un ex imprenditore e la moglie, sarebbero state narcotizzate nel sonno. Un elemento che rafforza l’ipotesi di un piano studiato con l’aiuto di qualcuno a conoscenza delle loro abitudini e della presenza del diamante, custodito eccezionalmente fuori cassaforte.
Gli investigatori stanno ora passando al vaglio la cerchia di contatti della coppia, senza escludere alcuna pista. Perché, in questo caso, il dettaglio più pesante non è solo ciò che è stato rubato, ma chi potrebbe aver reso possibile il colpo.

