Napoli, il racconto degli ostaggi: “Niente rabbia, erano quasi gentili e in controllo totale”

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«Prima ci hanno fatto salire in una stanza al piano superiore, poi ci hanno detto di scendere di nuovo. Erano napoletani e nei modi sono stati decisi ma quasi gentili. Non arrabbiati come si vede nei film. Gentili, ma sempre criminali». È il racconto di uno dei 25 ostaggi del colpo della banda del buco nella filiale del Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, a Napoli. «Ci hanno fatto lasciare il cellulare, eravamo in 25 tutti insieme», racconta ancora l’uomo. Poi un dettaglio che fa pensare a un colpo studiato nei minimi dettagli: «Ho visto dei pantaloni da lavoro, come quelli che indossa chi opera come corriere espresso». All’esterno della filiale, in quell’ora interminabile in cui le 25 persone sono rimaste in ostaggio della banda, c’era apprensione. Nel momento in cui gli ostaggi sono stati fatti uscire qualcuno si lasciato andare a un pianto liberatorio. «Avevamo paura, ci mancava l’aria – racconta Ettore, uno degli ostaggi, ai microfoni di Radio KissKiss – Ci hanno fatto spostare in vari punti della banca e poi chiuso in una stanza. Eravamo oltre venti persone. Poi per fortuna sono intervenuti i carabinieri che, insieme ai vigili del fuoco, hanno sfondato il vetro blindato che dà su via Niutta. In certe situazioni il tempo è dilatato. Siamo rimasti prigionieri circa un’ora, ma è sembrata un’eternità. Per fortuna stiamo tutti bene, anche se dentro ci sono stati momenti di preoccupazione. C’erano persone anziane, cardiopatiche. C’è stato anche uno svenimento».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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