Il sogno dei grillini della prima ora. “Il Movimento è di Beppe, ce la può fare a riprendersi il simbolo”

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Foto LaPresse - Palli Fabio 01-12-2013 Genova, Italia Cronaca Beppe Grillo al Vaffaday 3 in piazza della Vittoria a Genova Nella foto: la manifestazione Photo LaPresse - Palli Fabio 01 December, 2013 Genova, Italy Politics In Grillo's hometown Genoa, the M5S party organized Vaffaday (fuck off days)
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“Beppe ce la può fare”. Ovviamente, il riferimento è all’ultima impresa del comico. Che per i suoi non è affatto impossibile. Ovvero riprendersi il simbolo del M5s con le carte bollate. “Beppe è determinato e tonico, anche fisicamente”, ci dice chi ha avuto modo di sentirlo dopo l’avvio ufficiale della causa legale per riavere l’uso e la titolarità di nome e simbolo dei Cinque Stelle. Resta la delusione, espressa nei messaggi e nelle telefonate con chi gli è vicino, “per quello che è diventato il Movimento, ma anche per il comportamento di molti parlamentari, che sono stati eletti soltanto grazie a lui”.

E, così, mentre Conte è in modalità Caterpillar verso la resa dei conti nel campo largo, l’Elevato si prepara a strappargli la creatura sul più bello. A luglio, infatti, dovrebbe tenersi la prima udienza. L’impressione, dunque, è che la mossa del fondatore, stavolta, sia stata ben ponderata. “Beppe, dato che ci ha messo un po’ di tempo per decidere, ha valutato bene la questione e sa che può giocarsela nella battaglia legale – racconta un ex grillino che lo conosce bene – altrimenti non avrebbe rischiato, data la minaccia di Conte di chiedergli dei risarcimenti e le spese legali per affrontare la causa”. E nel vortice del nuovo duello ci finisce pure il pranzo tra Conte e Paolo Zampolli. Grillo, proprio il giorno successivo alla rivelazione di Libero, attacca gli Usa per il caro-energia. “Chi ha dei costi in più per il carburante mandi la fattura all’Ambasciata Americana per il rimborso, essendo gli Usa responsabili dell’aumento”, provoca il comico in un post sul Blog, allegando la foto di una “fattura proforma” compilata da “Beppe Grillo e famiglia”. Tra i suoi c’è chi contesta all’ex premier la mancanza di trasparenza: “Perchè Conte non ha incontrato Zampolli nel suo ufficio nella sede del Movimento?”, la domanda.

Mentre dal quartier generale di Conte ostentano tranquillità sulle conseguenze della diatriba legale, i grillini superstiti sono convinti di essere dalla parte della ragione. “È una battaglia di dignità – dice al Giornale Marco Bella, ex deputato vicino a Grillo – . È una questione valoriale, non è rimasto più nulla dei principi del M5s, a partire dal doppio mandato. Per Grillo è come se qualcuno gli avesse occupato la casa e ora vuole riprendersela, Conte poi potrà scegliere il nome che vuole, anche Movimento Cinque mandati”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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