Marano, denunce anonime sull’appalto rifiuti: “Mezzi insicuri e straordinari forzati”

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Nel Comune di Marano di Napoli emergono nuove e gravi segnalazioni anonime relative alla gestione dell’appalto rifiuti. Le denunce, giunte in forma riservata, parlano di una situazione definita dagli stessi segnalanti come una “bomba a orologeria” sotto il profilo della sicurezza pubblica, della tutela dei lavoratori e della regolarità amministrativa.

L’incidente di Via Barco

A destare particolare preoccupazione è un episodio avvenuto poche settimane fa in via Barco, dove un autocompattatore per la raccolta dei rifiuti avrebbe subito il cedimento del freno a mano. Il mezzo, secondo quanto riferito, si sarebbe schiantato dopo essersi mosso senza controllo.

Solo per una fortunata coincidenza non si sono registrati feriti. L’episodio viene indicato come prova di un presunto utilizzo di veicoli vetusti o non adeguatamente manutenuti, potenzialmente pericolosi sia per gli operatori ecologici sia per i cittadini.

I controlli del Comune

Le segnalazioni chiamano in causa anche il ruolo di vigilanza del Comune. In particolare, viene sollevata la questione dei controlli previsti nell’ambito dell’appalto e dell’eventuale applicazione di penali in caso di inadempienze.

Gli autori delle denunce si interrogano sull’effettiva verifica dello stato dei mezzi e sul rispetto delle condizioni contrattuali previste dal capitolato, chiedendo maggiore trasparenza sulle attività di controllo e sulle eventuali sanzioni adottate.

Assetti societari e subentri

Ulteriori perplessità riguardano l’assetto societario dell’azienda che gestisce il servizio. Nelle segnalazioni si fa riferimento alla precedente gestione riconducibile a ISVEC S.r.l. e al successivo coinvolgimento di ANGEL S.r.l., con sede a Santa Maria la Carità.

Secondo quanto riportato in forma anonima, il passaggio avrebbe sollevato interrogativi sulla continuità operativa e sulla gestione delle passività pregresse. Si tratta tuttavia di affermazioni che necessitano di eventuali verifiche da parte degli organi competenti.

Condizioni di lavoro e straordinari

Un altro capitolo delle denunce riguarda l’organizzazione del lavoro. Viene segnalata l’imposizione sistematica di straordinari, che – secondo i lavoratori – non sarebbero sempre concordati preventivamente.

La normativa di riferimento, il Decreto Legislativo 66/2003, disciplina infatti i limiti dell’orario di lavoro e il diritto al riposo. In particolare, l’articolo 7 prevede un periodo minimo di 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore.

Le segnalazioni parlano anche di turni particolarmente prolungati per alcune figure di coordinamento interno, con possibili ricadute sulla sicurezza e sul benessere psicofisico, temi che rientrano nell’ambito della tutela prevista dal Decreto Legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’appello

Chi ha inviato le denunce chiede maggiore attenzione da parte degli organi di controllo e degli enti preposti, affinché vengano verificate le condizioni dei mezzi, il rispetto del capitolato d’appalto e l’osservanza delle normative sul lavoro.

Al momento si tratta di segnalazioni anonime che pongono interrogativi rilevanti. Eventuali accertamenti ufficiali potranno chiarire la fondatezza delle accuse e le responsabilità. Nel frattempo, resta alta la preoccupazione per la sicurezza pubblica e per le condizioni di chi quotidianamente opera nel servizio di raccolta rifiuti.

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