Pd, cambio al vertice di Napoli: Annunziata termina il mandato. Il messaggio ai circoli per le comunali: i sindaci decisi nell’ambito dell’alleanza, non conta solo il territorio. E’ il modello campo largo già applicato per le Regionali

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Fine corsa per Giuseppe Annunziata alla guida della segreteria metropolitana del Pd. Al suo posto, salvo sorprese dell’ultima ora, sarà eletto Francesco Dinacci, figura considerata vicina alla linea di Elly Schlein. Un passaggio di testimone che non è solo formale, ma profondamente politico.

Annunziata lascia l’incarico non senza lanciare un messaggio chiaro, destinato soprattutto a quei territori che si apprestano ad affrontare le prossime tornate elettorali, in particolare in provincia di Napoli. Un messaggio che, evidentemente, non tutti hanno ancora compreso: il tempo delle decisioni solitarie è finito.

Il Partito democratico ha scelto la strada del campo largo, un’alleanza strutturata con il Movimento 5 Stelle, già sperimentata a livello nazionale e regionale. Un patto politico che impone un metodo preciso: i nomi dei candidati sindaco non possono più nascere esclusivamente nei circoli o nelle dinamiche interne al Pd, ma devono passare necessariamente dal confronto con gli alleati.

In provincia di Napoli saranno 26 i Comuni chiamati alle urne. Ventisei partite aperte che rientrano tutte nella logica dell’accordo tra Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra. In questo schema, alcune candidature toccheranno al Pd, altre ai 5 Stelle, altre ancora ad Avs. Una distribuzione che risponde a un disegno politico complessivo e non a equilibri locali cristallizzati.

Il segnale è netto: non è detto che ciò che decidono i circoli sia il Vangelo. La stagione delle autosufficienze è archiviata. Chi non lo capisce rischia di restare ai margini di una strategia che guarda alle alleanze come unica via possibile per tornare competitivi.

Con l’arrivo di Dinacci, il Pd metropolitano si prepara dunque a voltare pagina, allineandosi senza ambiguità alla linea della segreteria nazionale. Il campo largo non è più un’ipotesi: è la rotta tracciata. E chi vuole restare a bordo dovrà adeguarsi.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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