Altro che fronte comune. Dietro il comunicato diffuso dopo l’incontro tenutosi oggi a Giugliano tra i sindaci dell’area nord si nasconde una realtà molto più semplice e, per molti versi, scomoda: il Giudice di Pace o resta a Marano di Napoli oppure viene trasferito ad Aversa.
Ogni altra ipotesi non solo è politicamente strumentale, ma non produce alcun cambiamento reale per addetti ai lavori, avvocati, magistrati e personale amministrativo.
Nonostante ciò, il sindaco di Giugliano continua a insistere su soluzioni alternative, ignorando deliberatamente quanto emerso nella riunione in Prefettura a Caserta di due giorni fa, dove il quadro è stato tracciato in modo chiaro. Una scelta che viene letta come un’operazione politica costruita sulle difficoltà di Marano, Comune sciolto e colpito dal recente sequestro della sede dell’ufficio giudiziario.
La riunione di Giugliano: cosa è stato detto ufficialmente
Nel corso dell’incontro svoltosi oggi nel Comune di Giugliano, i sindaci e i rappresentanti politici di Giugliano, Qualiano, Villaricca, Mugnano e Calvizzano hanno discusso del futuro degli uffici del Giudice di Pace dopo la chiusura della sede di Marano.
Secondo quanto riferito nel comunicato, il territorio dell’area nord avrebbe espresso una posizione unitaria sulla difesa della giustizia di prossimità. In questo contesto, Giugliano ha offerto una struttura comunale di circa 1.500 metri quadrati in via Palumbo, assumendosi anche i costi di gestione.
È stata inoltre indicata una soluzione di prospettiva nell’immobile di via San Francesco a Patria (ex parco Rea), bene confiscato alla camorra e già oggetto di deliberazioni comunali.
La proposta congiunta verrà ora trasmessa al Ministero della Giustizia.
Ma il nodo politico e istituzionale resta irrisolto: le decisioni vere non passano dai comunicati stampa, bensì dalle determinazioni già assunte in sede prefettizia.























