IL PIANO PER CATTURARE MADURO: L’ORDINE PARTITO MESI FA. IL RUOLO DI RUBIO, IL VIA LIBERA DI TRUMP

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L’ordine è arrivato mesi fa, in silenzio. Nessun annuncio, nessuna rivendicazione pubblica. L’operazione per estromettere Nicolás Maduro ha preso forma la scorsa estate, quando Donald Trump ha autorizzato la Cia ad avviare azioni sotto copertura in Venezuela. Da quel momento, il regime di Caracas è finito sotto osservazione costante: movimenti del leader, cerchie di potere, apparato di sicurezza.

Gli agenti americani si sono mossi nell’ombra, combinando tecniche classiche di infiltrazione con strumenti tecnologici avanzati, a partire dai droni. Un lavoro paziente, capillare, reso ancora più complesso da un Paese blindato da anni di controlli ossessivi e diffidenza interna.

Parallelamente, Washington ha battuto una seconda pista. È plausibile che i servizi Usa abbiano cercato sponde all’interno dell’apparato militare venezuelano. Un’operazione di quella portata difficilmente può prescindere da qualche complicità locale. Mentre l’intelligence lavorava, il segretario di Stato Marco Rubio conduceva una trattativa riservata con il regime, sondando le figure chiave del potere chavista e offrendo, più volte, una possibile «via d’uscita» a Maduro.

Fallita la trattativa, il team politico, formato da Rubio, dal segretario alla Guerra, Pete Hegseth e dal consigliere per la Sicurezza interna, Stephen Miller, ha pianificato l’incursione, naturalmente insieme con i generali coordinati dal capo di stato maggiore delle forze armate, Dan Caine. Trump aveva approvato il piano quattro giorni prima, subito dopo Natale, ma le cattive condizioni del tempo avevano consigliato di aspettare il momento propizio.

L’ora X scatta quando a Washington sono le 22.46 di venerdì 2 gennaio (in Italia, le 4,46 di sabato 3 gennaio). La mobilitazione coinvolge reparti dei marines, dell’aviazione e soprattutto gli squadroni speciali anti-terrorismo Delta Force. Decollano oltre 150 jet da 20 basi, dislocate sulla terraferma. Alla Delta Force sono bastati 46 secondi per immobilizzare il dittatore e la consorte: erano in camera da letta e avrebbero voluto raggiungere il loro bunker.

 

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