Martedì, alle undici in punto, il Consiglio regionale della Campania tornerà a riunirsi. Lo farà per la prima volta nell’era di Roberto Fico, che ha conquistato Palazzo Santa Lucia con una vittoria netta, pari al 60,63 per cento dei voti, e con una maggioranza che, almeno sulla carta, non teme imboscate: 32 seggi contro i 17 del centrodestra guidato da Edmondo Cirielli.
I numeri, come spesso accade, raccontano più delle dichiarazioni. Dieci consiglieri al Partito democratico, cinque al Movimento 5 Stelle; quattro alla lista A testa alta, legata al presidente uscente Vincenzo De Luca, che dalla Regione è uscito ma non del tutto; tre ad Avanti Campania, espressione del Partito socialista italiano; tre a Casa Riformista, progetto riconducibile a Italia Viva; tre alla lista Roberto Fico presidente; due ad Alleanza Verdi e Sinistra; due a Mastella Noi di Centro–Noi Sud. Una geografia frammentata, che compone una maggioranza ampia ma non monolitica, come impone la tradizione campana.
Il ricambio: ventisette nuovi volti e primi piani sull’opposizione
Il voto di fine novembre ha prodotto un ricambio consistente: ventisette consiglieri uscenti non sono stati riconfermati. Un dato che segnala discontinuità, ma che non equivale necessariamente a rinnovamento.
Tra i nuovi ingressi spicca Gennaro Sangiuliano, già ministro della Cultura, eletto con Fratelli d’Italia e già nominato capogruppo. Entra in Consiglio anche Edmondo Cirielli, candidato sconfitto alla presidenza ma oggi capo dell’opposizione. Il suo futuro resta però sospeso a una scelta obbligata: dimettersi da viceministro per restare in Regione o rinunciare al seggio. Se dovesse optare per la seconda ipotesi, la guida dell’opposizione potrebbe passare proprio a Sangiuliano.
Arrivano per la prima volta in aula due sindaci del Vesuviano: Giorgio Zinno, primo degli eletti con quasi 40 mila preferenze, in quota Pd, e Ciro Buonajuto per Casa Riformista. Il dato delle preferenze premia Zinno, ma non modifica l’equilibrio complessivo, già definito dalle coalizioni più che dai singoli.
Donne in Consiglio: un rinnovamento ancora parziale
Resta contenuta la presenza femminile: otto donne su cinquanta consiglieri. Tre nel Pd — Loredana Raia, Bruna Fiola e Francesca Amirante — una nel Movimento 5 Stelle, Elena Vignati; Lucia Fortini, già assessore all’Istruzione, eletta con A testa alta; Ira Fele per Fratelli d’Italia; Susy Panico per Forza Italia; Michela Rostan per la Lega. Un dato che non sorprende, ma che continua a fotografare una Regione lenta nel cambiare anche quando proclama di volerlo fare.
I riti d’aula e la ripresa dei lavori in diretta
La seduta sarà convocata dal consigliere più anziano, Fernando Errico. All’ordine del giorno, gli adempimenti rituali: la proclamazione degli eletti, l’elezione del presidente del Consiglio regionale e dell’Ufficio di Presidenza, quindi l’esposizione del programma di governo da parte del presidente della Giunta e la discussione in aula. I lavori saranno trasmessi in diretta sul canale YouTube del Consiglio regionale.
La politica campana riparte così, tra numeri solidi, volti in parte nuovi e ruoli ancora da definire. Per il resto, come sempre, si vedrà dai fatti. Non dalle prime sedute.
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