Marano, l’editoriale di Natale. Cinque scioglimenti per mafia, un dissesto finanziario, il sequestro del Giudice di Pace e la “ciliegina” Municipia. Venticinque anni di disastri del centrosinistra al governo della città e di un centrodestra opaco e mai capace di incidere

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Questo è l’editoriale di Natale che nessuno vorrebbe scrivere, ma che Marano di Napoli merita di leggere. Perché i numeri, i fatti e la storia recente parlano chiaro: in venticinque anni di centrosinistra la città ha collezionato quattro scioglimenti su cinque, un dissesto finanziario certificato nel 2018 e un Comune strutturalmente deficitario da decenni.

Il dissesto non nasce con la giunta Visconti: era già latente ai tempi dell’ultimo Bertini e poi di Perrotta, tra pre-dissesti, bilanci opachi e una macchina amministrativa mai realmente riformata. Un declino lento ma costante, accompagnato da scelte sbagliate e da non-scelte ancora più gravi.

La gestione della riscossione affidata a Municipia rappresenta la ciliegina avvelenata sulla torta. Nessuno nega che a Marano l’evasione sia altissima e che intervenire fosse necessario. Ma farlo senza riorganizzare gli uffici comunali, scaricando tutto su un agente esterno già noto altrove per criticità, è stato l’ennesimo errore politico e amministrativo. Punire gli evasori è una cosa, inviare notifiche a raffica anche a chi ha pagato regolarmente o pretendere “quote parte” lasciando i cittadini a litigare tra loro è tutt’altra storia.

E poi c’è l’elenco infinito degli scandali e degli sprechi: il caso Galeota, il cimitero con loculi mai consegnati in 12 anni, Palazzo Merolla simbolo di degrado e soldi pubblici buttati, il Palazzo Battagliese inutilizzato, lo stadio chiuso da 5 anni, fino alla gestione dell’ufficio del Giudice di Pace, trasformato in un pozzo senza fondo, mai affrontato seriamente anche grazie alla complicità di una parte dell’avvocatura più interessata al proprio tornaconto che all’interesse collettivo. Chiamarlo “presidio di legalità”, come fanno i Giovani Democratici e qualche barbiere prestato alla politica, è roba da far ridere i polli. E le sorprese, su quell’ufficio, non sono ancora finite.

Sia chiaro però: nessuno difende la destra attaccando la sinistra, perché a Marano la destra semplicemente non esiste. Non ha cultura politica, non ha radicamento, non ha visione. Spesso chi si dice di centrodestra lo fa solo per opportunismo ed è stato, nei fatti, complice e colluso con ambienti del centrosinistra cittadino. Un’opposizione mai esercitata, un’alternativa mai costruita.

La fotografia è questa, ed è giusto che sia impietosa. Come se ne esce? Difficile dirlo. Chi propone soluzioni miracolose mente o è in malafede. Servirebbe un grande progetto civico che vada oltre partiti e coalizioni, ma le prime donne non vogliono farsi da parte.

E allora prepariamoci: tra otto o nove, dieci mesi tornerà tutto come prima. Le solite promesse pre-elettorali, gli stessi personaggi, le stesse lamentele, gli stessi tavoli e tavolini con figure improponibili riciclate per l’ennesima volta.

A Marano, più che un augurio di Natale, resta una preghiera laica: che Dio ce la mandi buona.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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