Si stringe il cerchio sull’agguato di ieri a Mugnano, dove è rimasto ferito Giuseppe Cipressa, detto Peppaccio, considerato un referente del clan Amato-Pagano. L’uomo, colpito da più colpi di pistola, è ora ricoverato all’ospedale di Giugliano: è cosciente e fuori pericolo di vita.
Secondo le prime ricostruzioni, i sicari sarebbero giunti a bordo di un’auto scura — non di uno scooter, come avviene spesso in episodi simili — segno di un’azione pianificata e forse di una mano “interna” al gruppo. Erano in due: hanno incrociato Cipressa tra via Poerio e via Luca Giordano, lo hanno affiancato e hanno esploso almeno tre colpi, per poi dileguarsi rapidamente.
La dinamica e le prime testimonianze rafforzano la pista di un regolamento di conti interno al clan Amato, la storica fazione dei cosiddetti “Scissionisti” di Secondigliano, legata criminalmente ai Pagano. Negli ultimi mesi, secondo fonti investigative, all’interno della famiglia si sarebbero acuite le tensioni per il controllo delle piazze di spaccio tra Mugnano e Melito, ma ci sono anche altre ipotesi.
L’agguato a Cipressa si inserisce in questo quadro di frizioni: l’uomo, ritenuto vicino alla corrente Amato “pura”, potrebbe essere stato colpito proprio per una resa dei conti interna. A confermare il clima di tensione anche il tentato incendio, avvenuto di recente, ai danni di un panificio riconducibile a un esponente della stessa area.


























