“Esprimo il mio voto contrario all’approvazione dei verbali del 30 luglio perché ancora una volta – dichiara la consigliera indipendente della Regione Campania Marì Muscarà – siamo di fronte ad atti che sollevano gravi dubbi di legittimità. Un emendamento, presentato come ‘tecnico’, in realtà non lo era e non è stato né trasmesso né distribuito ai consiglieri, privando l’Aula della possibilità di conoscerne i contenuti per tempo, come impone l’articolo 105 del Regolamento interno. Parlo in particolare dell’emendamento 3 bis della prima seduta del 30 luglio. Senza la trasmissione e la distribuzione preventiva – continua Muscarà – viene meno il diritto dei consiglieri ad una valutazione informata e consapevole, e l’atto stesso risulta viziato nella sua formazione. Ho segnalato più volte, formalmente e per iscritto, queste irregolarità, ricevendo soltanto giustificazioni fumose ed elusive: il Presidente è arrivato perfino ad accusarmi di ‘intasare gli uffici’ e ha risposto che ‘gli uffici non hanno nulla da eccepire’, senza però fornire mai risposte puntuali e pertinenti. La questione è ancor più grave – sottolinea la consigliera – perché l’emendamento in oggetto riguarda la definizione dei compensi dei collaboratori, materia che coincide con i contenuti di un giudizio di responsabilità erariale pendente presso la Corte dei Conti, in cui lo stesso presidente – ma non solo – risulta parte convenuta. Per questo – prosegue – ho votato contro l’approvazione dei due verbali: la toppa è peggiore del buco. Inoltre, lo Statuto (art. 38) prevede chiaramente un quorum di 34 voti favorevoli, non 32: la registrazione effettuata è dunque difforme dalle regole fondamentali dell’Ente.Non mi accontento di risposte che offuscano anziché chiarire – conclude Muscarà – e procederò nelle sedi opportune, perché qui non si parla di opinioni politiche ma di rispetto delle regole e di tutela della legalità. È una questione di responsabilità civile e penale che non può essere ignorata”.
Consiglio regionale. Muscarà: “Verbali del 30 luglio irregolari e privi di trasparenza: rispetto delle regole e della legalità prima di tutto”
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