“Il ragazzo è consapevole della gravità dell’accaduto, ha riconosciuto le proprie responsabilità ed è disposto a collaborare. Ma ci sono ancora aspetti rilevanti da chiarire”. A parlare è l’avvocato Alessandra Paolone, difensore di Roberto Marchese, 21 anni, fermato con l’accusa di aver ucciso a coltellate il patrigno, il poliziotto Ciro Luongo, in un parco di Melito, l’altra sera.
Stando alle prime ricostruzioni, il giovane avrebbe aggredito Luongo al culmine di una lite familiare, per motivi di poco conto, degenerata in tragedia.
Alla vigilia dell’udienza di convalida, il legale ha anticipato la volontà di chiedere una misura cautelare meno restrittiva, facendo leva sull’atteggiamento collaborativo del ragazzo e sulla sua confessione.
L’indagine, affidata ai magistrati della Procura di Napoli Nord, prosegue per far luce sull’intera vicenda e accertare ogni dettaglio della dinamica e del contesto.
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