La relazione è già a Roma, al Ministero dell’Interno. Altro che chiacchiere, puntualizzazioni della stampa locale che preme, per motivi interni e di interessi economici e di bottega, affinché non si sciolga e si tengano le elezioni amministrative.
Le carte, come si suol dire, erano già da giorni in prefettura e ora sono a Roma, al vaglio del Viminale. Il prefetto di Napoli si sarebbe pronunciato per lo scioglimento del Comune, ora tocca a Piantedosi, il quale però deve inserire il caso Giugliano in uno dei due prossimi consigli dei ministri. Due sole possibilità, perché lo scioglimento – lo ricordiamo – non può avvenire in caso di elezione di un nuovo esecutivo. O si scioglie in questi prossimi dieci-quindici giorni, insomma, o non se ne farà nulla.
I tempi sono stretti e su questo aspetto giocano i fan del non scioglimento: ve ne sono tanti, politici di sinistra e anche di destra, che nutrono forti interessi sulla politica locale. Alcuni di questi sperano che le carte restino ferme al Viminale per un altro po’ e qualcuno preme affinché Piantedosi non acceleri. Chi sono? E’ facile capirlo: sono “macchie” note, “sorcini” noti, “cantori di messe” e “suini”.



























