“Mamma sto bene, sto tornando. Ti voglio bene». È difficile immaginare quanto grande sia stata l’emozione della prima telefonata fatta da Cecilia Sala, finalmente libera. «Una telefonata veloce, sembrava come sempre, come se ci fossimo appena viste». Lo ha raccontato Elisabetta Vernoni, mamma di Cecilia Sala, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, pochi istanti dopo l’annuncio della liberazione della giornalista italiana, che era stata arrestata e portata in carcere a Evin, in Iran, lo scorso 19 dicembre. «Sono contentissima, non riesco nemmeno a spiegare come mi sento. La mia vita inizia oggi. Il governo ha fatto un lavoro magnifico per liberarla», ha raccontato la mamma di Cecilia Sala probabilmente già in viaggio verso l’aeroporto di Ciampino, dove oggi, alle 16.15, riabbraccerà sua figlia. Finalmente. «Mi immaginavo, forse meglio dire mi sentivo che eravamo vicini. Un’intuizione. Negli ultimi giorni ho avuto una sensazione forte, positiva. Con Daniele (Raineri, il compagno e collega, ndr) dicevo siamo andati sotto i ferri non più in terapia. Ieri stavamo per fare un pacco con le sue cose da mandare a Teheran, ma poi ho guardato in faccia Daniele e gli ho detto “ma no, non facciamo nessun pacco, perché tanto torna”».
Così è stato. «Mi ha chiamata la presidente Giorgia Meloni. Lei mi aveva dato il suo numero di telefono e io me lo sono segnata in rubrica come “GM”. Questa mattina ero al lavoro, in una riunione al San Raffaele, a Milano, e ho visto questa chiamata: “GM”. Mi sono detta “chi è che ho abbreviato in questo modo?”. Poi un fulmine me lo ha fatto ricordare e sono corsa fuori. Era Giorgia Meloni che mi dava la notizia più bella». Poco dopo Elisabetta Vernoni è stata contattata anche dal presidente Sergio Mattarella che aveva incontrato nei giorni scorsi. «Sto andando a Ciampino, mi mettono a disposizione un aereo. Organizzano loro per farmi essere presente nel momento cruciale, l’atterraggio. Voglio ringraziare anche i giornalisti, voi, per il rispetto che avete portato».
Non trattiene le lacrime anche Renato Sala, padre della giornalista italiana. «Ho pianto, mi ha detto “papà, non piangere, è finito un incubo che è durato tantissimo tempo”», ha raccontato al Tg1. «Le dirò che sono orgoglioso, che è stata una donna forte, e a proposito di donne forti sicuramente il riferimento a una presidente del Consiglio che è riuscita a mantenere una lucidità, una proattività che io giudico straordinaria. L’incubo è stato indubbiamente alleviato dalla vicinanza del Paese».
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