Dall’avvento di Papa Francesco donazioni a picco. Finanze a rischio per il Vaticano

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In più di un’occasione Francesco ha citato il detto secondo cui il denaro è lo “sterco del diavolo”, tuttavia le questioni economiche stanno a cuore al Papa. Lo dimostra anche la lettera inviata due giorni fa ai membri del Collegio cardinalizio. In essa il Pontefice ha rivendicato le riforme del suo pontificato e le ha messe in continuità con le richieste avanzate da diversi cardinali nelle congregazioni generali del Conclave che si concluse con la sua elezione.

Obiettivo deficit zero

La lettera, però, non si è limitata al passato ma si è concentrata sul futuro. Bergoglio ha scritto che “è doveroso ora uno sforzo ulteriore da parte di tutti affinché un ‘deficit zero’ non sia solo un obiettivo teorico, ma una meta effettivamente realizzabile”. Quella del Papa non è solo una richiesta di contenere i costi ma una manifestazione dell'”esigenza che ciascuna Istituzione si adoperi per reperire risorse esterne per la propria missione, facendosi esempio di una gestione trasparente e responsabile al servizio della Chiesa”. Francesco si è rivolto ai cardinali per chiedere di evitare il superfluo e selezionare le priorità nella consapevolezza che “oggi siamo di fronte a decisioni strategiche da assumere con grande responsabilità, perché siamo chiamati a garantire il futuro della Missione”. L’allarme sulle casse della Santa Sede lo aveva lanciato lo scorso maggio il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin che in un’intervista a “Milano&Finanza” aveva ammesso che “oggi tutti fanno fatica a sopravvivere e anche la Santa Sede non ha facilità” attribuendone la responsabilità al calo delle donazioni in arrivo dal resto del mondo.

La richiesta agli enti

La lettera del Papa ha toccato un tema specifico in un passaggio particolare dove si legge: “Le Istituzioni della Santa Sede hanno molto da imparare dalla solidarietà delle buone famiglie. Così come in queste famiglie coloro che godono di una buona situazione economica vengono in aiuto dei membri più bisognosi, gli Enti che registrano un avanzo dovrebbero contribuire a coprire il deficit generale”. Queste righe sono il vero nocciolo della lettera papale che da qualcuno è stata presentata, erroneamente, come una richiesta ai cardinali di stringere la cinghia. In realtà, al di là del generico riferimento di evitare il superfluo, le novità della lettera non riguardano i membri del collegio ma le istituzioni che compongono la Curia e che sono collegate alla Santa Sede. Da quanto apprende IlGiornale.it, l’ultima iniziativa del Papa non si qualificherebbe come l’avvertimento di un’ulteriore stretta del piatto cardinalizio, già abbassato durante questo pontificato.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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